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Indicazioni operative ad interim per la gestione di strutture con persone ad elevata fragilità e marginalità socio-sanitaria nel quadro dell’epidemia di COVID-19

Indicazioni operative ad interim per la gestione di strutture con persone ad elevata fragilità e marginalità socio-sanitaria

Sono state pubblicate, il 31 luglio 2020, le “Indicazioni operative ad interim per la gestione di strutture con persone ad elevata fragilità e marginalità socio-sanitaria nel quadro dell’epidemia di COVID-19”.

Si tratta un documento tecnico-procedurale che ha l’obiettivo di fornire ai soggetti destinatari di responsabilità a vario titolo nella gestione di alcuni gruppi di persone ad elevata fragilità e marginalità sociale, italiane e straniere, procedure chiare e facilmente applicabili, coerenti con il complesso normativo prodotto in Italia nel periodo dell’emergenza per COVID-19. Il documento è stato richiesto dal Sottosegretario Zampa all’INMP (Istituto Nazionale salute, Migrazioni e Povertà) sulla base del mandato legislativo dell’ente unitamente all’esperienza che l’Istituto ha maturato sul tema dell’equità nella salute e, al contempo, sulla produzione di documenti di indirizzo basati sull’evidenza su queste specifiche tematiche.

I problemi di salute delle persone ad elevata fragilità e marginalità socio-sanitaria, infatti, rappresentano la sfida principale dei moderni sistemi di welfare. Tali persone frequentemente sfuggono alle politiche di prevenzione, in quanto la loro condizione giuridico-amministrativa può essere indefinita o, semplicemente, sono difficilmente raggiungibili, come difficile ne è la presa in carico da parte dei servizi pubblici. Da qui, l’esigenza di produrre un documento utile proprio a orientare le misure di prevenzione verso tali gruppi di popolazione rendendole uniformi su tutto il territorio nazionale, in un contesto così nuovo e in rapida evoluzione come quello delineatosi con la diffusione dell’epidemia da nuovo coronavirus.

Il documento non si limita a dare delle indicazioni per la prevenzione dell’infezione e la diffusione del contagio, ma ha come fondamento un’attenta valutazione del rischio attribuibile ai diversi contesti in cui queste persone vivono; una valutazione multidimensionale in cui l’organizzazione dei luoghi abitati, la mobilità delle persone tra la struttura in cui vivono e l’ambiente esterno e il profilo di salute/demografico delle persone che li abitano giocano un ruolo chiave nel determinare il rischio specifico di infezione e di malattia. Queste tre dimensioni determinano, quindi, la base teorica su cui collocare i diversi setting in aree spaziali di rischio determinato dalle predette dimensioni, destinatari di indicazioni operative volte a gestirlo e mitigarlo. Le indicazioni operative sono quindi calate ad hoc nel contesto del sistema di accoglienza italiano, fondamentalmente articolato su una prima accoglienza, necessaria a effettuare i primissimi interventi di assistenza materiale e sanitaria dopo lo sbarco o il passaggio attraverso la frontiera terrestre, e su una seconda accoglienza presso i centri appartenenti al sistema SIPROIMI, che prevede sia percorsi duraturi di integrazione gestiti dagli enti locali sia l’accoglienza per i richiedenti asilo nel periodo dell’emergenza COVID-19. Le indicazioni, inoltre, sono ad interim proprio perché fortemente legate alla situazione epidemiologica attuale e, quindi, suscettibili di variazioni conseguenti al variare dell’epidemiologia stessa del nuovo coronavirus. Per ottenere un documento il più possibile completo ed esaustivo, l’INMP si è avvalso della collaborazione di soggetti istituzionali quali l’ANCI, l’Istituto Superiore di Sanità, il Ministero dell’Interno, e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il Dipartimento delle Politiche Antidroga e il Dipartimento della Protezione Civile.

In allegato alla pagina è disponibile il download della pubblicazione.

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