Diminuisci la dimensione del carattere Aumenta la dimensione del carattere    Ripristina la dimensione del carattere

“Essere in salute: come cambia in base alla Cultura?”: Babel racconta il corso INMP “Il medico di medicina generale e la medicina delle migrazioni”

“Essere in salute: come cambia in base alla Cultura?”: Babel racconta il corso INMP “Il medico di medicina generale e la medicina delle migrazioni”

Dal sito Babel.tv

Cosa dovrebbe fare un medico quando davanti a sé trova un paziente straniero, proveniente da un'altra cultura e con parametri sanitari diversi? Per esempio, nell'Africa centrale si ha una percezione diversa della salute, “per noi essere sani – racconta Suzanne Mbiye Diku, ginecologa della Repubblica Democratica del Congo – vuol dire capacità e vigore fisico per procreare e per lavorare e anche avere gioia di vivere. La salute copre diverse dimensioni: fisica, spirituale e morale”.
 
Le telecamere di BABzine hanno partecipato al corso "Il medico di medicina generale e la medicina delle migrazioni" rivolto agli specialisti della salute e promosso dall'Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà, INMP. “Abbiamo pensato di organizzare questo corso perché i medici di base sono il front office della sanità italiana, loro sono il primo accesso alle cure ed è fondamentale che possano comprendere le differenze culturali”, spiega Concetta Mirisola, direttore generale dell'Istituto.
 
La cultura e le patologie legate al territorio dell'Africa, Asia, latinoamerica ed est d'Europa si  approfondiscono durante le giornate di formazione. Quando medico e paziente si incontrano per la prima volta le principali problematiche riguardano gli aspetti sociali e linguistici, per questo motivo la mediazione culturale diventa un fattore di primo ordine quando si parla di medicina delle migrazioni. Miriam Castaldo, antropologa dell'INMP, spiega che “ci sono altri modi di stare male. Noi cerchiamo di mediare per far si che non vengano imposti i nostri codici sanitari”.
 
Infine, è necessario tener presente che gli immigrati sono persone tendenzialmente sane, “chi decide di affrontare un viaggio lungo e traumatico è una persona sana, senza problemi fisici", sottolinea Mirisola.