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Evento conclusivo del progetto “Carcere senza barriere”: “Un’esperienza assolutamente positiva”

Partecipanti al progetto "Carcere senza barriere"

“Finalmente possiamo dire che contiamo per la società anche se detenute”. È la frase che meglio riassume lo spirito del programma “Carcere senza barriere”, un corso di medicina essenziale e di assistenza per badanti organizzato in collaborazione con l’INMP all’interno della sezione femminile del carcere di Rebibbia. Il corso, interamente progettato e gestito da personale INMP - una quindicina  di docenti tra medici, infermieri, biologi, psicologi, antropologi e mediatori culturali oltre alle due tutor Rita del Gaudio e Marta Mearini - ha coinvolto complessivamente più di 40 delle 360 detenute e si è svolto a cicli di tre settimane a classe, nel periodo tra febbraio e maggio 2011.
“Un’esperienza assolutamente positiva – dichiara la Dott.ssa Concetta Mirisola, Commissario Straordinario dell’INMP, presente a Rebibbia lo scorso 30 maggio alla cerimonia finale di consegna degli attestati - che realizza appieno la mission del nostro istituto, ma che ci ha coinvolto umanamente oltre che professionalmente”.
Lo stile caratterizzato da incontri interattivi, con lavori di gruppo e role play, la competenza dei docenti unita a capacità umane, l’individuazione della funzione finale - badante -  professione al momento più richiesta in Italia, hanno creato un mix virtuoso che ha condotto verso un successo pieno.
La dirigenza della Casa Circondariale Femminile, nelle persone della dott.ssa Zainaghi, direttrice, e delle dott.sse Del Grosso e Pedote, vice-direttrici, esprime un chiaro apprezzamento e la volontà di proseguire su questa strada.
Ma - valutazione assolutamente primaria - sono le stesse detenute a dichiarare la completa soddisfazione per il corso. “In questa festa simile a un matrimonio gitano – racconta Silvana, una zingara italiana - oltre all’attestato, ci viene consegnata una nuova dignità, la capacità di essere di servizio ai più deboli, utili alla società”.

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