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15 gennaio 2017 - L'INMP per la 103a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, quest’anno dedicata ai minorenni stranieri

Il viaggio della speranza nel disegno di un minore straniero assistito dall’INMP

Mirisola: “Molti i minori migranti accolti e assistiti in questi anni dal personale sanitario dell’INMP, il 45% di loro ha meno di 12 anni, le cittadinanze più frequenti Eritrea e Nigeria. Sono i migranti più vulnerabili e più a rischio, i ‘senza voce’.
In questa Giornata mondiale siamo vicini a tutti loro, a rifugiati e richiedenti asilo, con un particolare pensiero alla famiglia di Ali Muse, il migrante di origine somala morto nel rogo di un capannone-rifugio a Sesto Fiorentino nella speranza di ricongiungersi alla moglie.
È inaccettabile continuare a registrare la morte di persone che nel nostro Paese cercavano invece una vita migliore”.

“È molto doloroso, e deve farci riflettere, celebrare oggi questa Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, mentre assistiamo all’ennesima tragedia di un migrante nel nostro Paese, un giovane somalo morto in un rogo per salvare i documenti che gli avrebbero permesso il ricongiungimento con la famiglia bloccata in Kenya. È un terribile paradosso che tante persone trovino la morte qui in Italia, mentre fuggono da guerre e da ogni tipo di violenza. Pensiamo al significato di questa Giornata mondiale, che venne istituita allo scoppio della Prima Guerra mondiale da papa Benedetto XV, preoccupato dalla drammatica situazione di migliaia di rifugiati e profughi espulsi dai Paesi europei tra loro belligeranti. A distanza di un secolo, cosa è cambiato per queste persone in fuga da guerre e carestie e che qui cercano una vita degna di questo nome? È inaccettabile registrare ancora forme di sfruttamento, discriminazioni, ostilità e muri a scapito dei più deboli”. Lo afferma Concetta Mirisola, Direttore Generale dell’INMP, l’ente pubblico del Sistema sanitario nazionale che è centro di riferimento della Rete nazionale per le problematiche di assistenza in campo socio-sanitario legate alle popolazioni migranti, presente con il proprio personale sia negli ambulatori di Roma che negli hotspot di Lampedusa e Trapani. Le attività sanitarie dell’Istituto si sviluppano anche attraverso la diffusione a livello nazionale di conoscenze statistico-epidemiologiche sullo stato di salute delle persone immigrate mediante l’Osservatorio Epidemiologico Nazionale, con attività di ricerca per la produzione di risultati utili alla gestione sanitaria del fenomeno migratorio nonché con formazione rivolta agli operatori sanitari sulla medicina delle migrazioni e sulla transculturalità.

Tra i pazienti che quotidianamente si rivolgono all’INMP, numerosi sono anche i minori e, tra questi, i minori non accompagnati che normalmente sono ospitati nei Centri di accoglienza del territorio. Nell’ultimo triennio (2014-2016) sono stati visitati 2.294 minori stranieri per un totale di 5.522 accessi. I giovani pazienti visitati provengono prevalentemente da Egitto, Romania, Eritrea e Nigeria. Il 45% di loro ha meno di 12 anni.

Natale 2016 all'INMP - Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin consegna i regali ai piccoli pazienti dell'Istituto

“Per i minori stranieri, oltre all’accoglienza e alla presa in carico – aggiunge Mirisola – nell’ambito del progetto europeo CARE (Common Approach for REfuges and other migrant’s health) di cui l’INMP è stato nominato coordinatore, è stato elaborato un protocollo per la determinazione dell’età anagrafica secondo il modello olistico che prevede la valutazione integrata socio-psicologica ed auxologica con l’obiettivo di garantire il principio del miglior interesse del minore. È un aspetto particolarmente importante perché la corretta identificazione come minorenni di questi bambini e ragazzi non accompagnati che giungono nel nostro Paese costituisce un presupposto essenziale affinché siano loro applicate le più opportune e necessarie misure di protezione e assistenza. Se erroneamente identificati come maggiorenni, infatti, questi adolescenti non vengono accolti in strutture per minori e spesso vengono lasciati per strada – solo nel 2016 cinquemila minori sono stati dichiarati scomparsi - con l’elevato rischio di essere vittime di ogni più aberrante tipo di sfruttamento, abuso e violenza. Bisogna lavorare per l’integrazione dei bambini e dei ragazzi migranti, a cui quest’anno è dedicata questa Giornata, che deve rappresentare per tutti un’occasione di seria riflessione non solo sul dovere di un’accoglienza attenta ma anche sull’urgenza di strumenti di tutela, cura e accompagnamento nel pieno rispetto della loro storia e dei loro diritti, peraltro sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia. Come Paese dovremmo impegnarci maggiormente nelle azioni di tutela delle loro esigenze, quando sono soli, ma anche di quelle dei loro genitori, per il bene dell’intero nucleo familiare. Per questo sono necessarie adeguate politiche di accoglienza, di assistenza e di inclusione facendo rete sul territorio, come già il nostro Istituto fa, tra enti, servizi sanitari, associazionismo e welfare perché la questione dei migranti minori - che sono oltre un milione nel nostro Paese - è un dramma che riguarda tutti e va affrontato alla radice facendo appello alla responsabilità politica, civile e soprattutto umana nei loro confronti”.

Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia - Clicca qui