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Titolari dei nuovi permessi di soggiorno per cure mediche: INMP e Ministero dell’Interno insieme per garantire l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale

Titolari dei nuovi permessi di soggiorno per cure mediche

Grazie a una puntuale ed efficace collaborazione interistituzionale tra il Ministero dell’Interno e l'INMP, il cui impegno costante è volto a garantire l’equità nell’accesso alle cure delle persone con particolare svantaggio socio-economico, tra cui le persone immigrate, i titolari dei nuovi permessi per cure mediche avranno garanzia di iscrizione al SSN.

Tali persone avrebbero rischiato di veder ostacolato il loro percorso di cura a causa dell’identica denominazione di tre tipologie di permessi di soggiorno. L'attuale Testo Unico sull’immigrazione prevede, infatti, l’uso del termine "cure mediche” per:
• un permesso, che non dà titolo di iscrizione, rilasciato a coloro che fanno regolare ingresso in Italia per motivi di salute (art. 36);
• un permesso rilasciato al nucleo familiare in occasione della nascita di un minore, nei sei mesi precedenti e successivi al parto (art. 19, comma 2, lettera d), condizione più agevolmente verificabile dagli operatori ASL;
• un permesso, introdotto con il D.lgs. 113/2018 (convertito, con modificazioni, dalla L. 132/2018), rilasciato, a seguito di valutazione del Questore, a persone che versano in condizioni di salute certificate di particolare gravità (art. 19, comma 2, lettera d-bis).

Di queste tre fattispecie, solo le ultime due danno diritto di iscrizione al SSN, mentre la prima prevede il pagamento per intero delle prestazioni sanitarie: a differenza del permesso concesso per la gravidanza, più agevolmente verificabile dagli operatori ASL, sarebbe stato facile confondere gli altri due tipi di documento in assenza del riferimento normativo specifico.

Su segnalazione di questo Istituto Nazionale, il Ministero dell’Interno ha quindi disposto, con una circolare tecnica, che, dal 15 marzo 2019, tutte le Questure italiane rilascino alle persone aventi diritto, per il terzo caso sopra descritto, un permesso riportante, nel campo note, la dicitura “ART.19, C 2, LET.D-BIS TUI”, in modo da facilitare la loro iscrizione al servizio sanitario.

Un successo per il diritto all'equità nell'accesso alle cure, nello scenario di un corpus di norme che regolano l’assistenza alle persone straniere di non sempre facile interpretazione.

Per maggiori approfondimenti visita il WikINMP sull’esercizio del diritto alla salute.