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Le carceri e gli altri luoghi di detenzione devono essere parte della strategia di sanità pubblica delle aziende sanitarie per il controllo del Covid-19

La risposta di sanità pubblica all’epidemia da Covid-19: il ruolo delle carcero e degli altri luoghi di detenzione

Nei luoghi di detenzione si concentrano diversi fattori di rischio per le malattie infettive: l’affollamento in spazi ristretti e poco ventilati, le scarse condizioni igieniche ed il difficile accesso alle cure. Infezioni possono trasmettersi tra detenuti, essere introdotte dal personale e dai visitatori, o tra detenuti di diverse carceri al momento del trasferimento. Un focolaio epidemico in un carcere rappresenta un’emergenza di sanità pubblica per due ragioni:

1) un focolaio in questi luoghi può facilmente sovraccaricare i servizi sanitari disponibili all’interno della struttura, col risultato di aggravare la domanda di servizi nel territorio su cui il carcere insiste;
2) un gran numero di detenuti, una volta terminato di scontare la pena, possono veicolare il contagio nelle comunità di origine, di solito le più svantaggiate, dove essi rientrano.

Di conseguenza, le carceri ed altri luoghi di detenzione (CPR) devono far parte integrante della risposta di sanità pubblica all’epidemia da Covid-19.

Molti paesi hanno riconosciuto l’importanza di una adeguata strategia preventiva e di risposta al diffondersi della pandemia all’interno delle carceri. L’ufficio regionale europeo dell’OMS ha recentemente pubblicato delle linee guida specifiche, in lingua inglese, per far fronte al rischio di infezione da Covid-19 nei luoghi di detenzione. Si tratta di una valida risorsa per organizzare gli interventi di prevenzione e controllo dell’infezione e per l’identificazione e la gestione dei casi nella popolazione carceraria.

WHO. Preparedness, prevention and control of COVID-19 in prisons and other places of detention. Interim guidance. WHO, Regional Office for Europe, Copenaghen 15 March 2020

La salute nelle carceri dovrebbe fare parte degli obiettivi di sanità pubblica adottati in ogni regione. Ciononostante, le carceri sono spesso escluse dalle strategie di sanità pubblica oppure interessati da interventi a sé stanti. La rapida diffusione del Covid-19, come di altre epidemie, può colpire in misura molto grande popolazioni più svantaggiate come quelle dei detenuti. Per mitigare l’effetto della pandemia sui componenti più vulnerabili della comunità è essenziale che prigioni e centri di detenzione per minori vengano inclusi nella strategia di sanità pubblica rivolta alla comunità che ogni azienda sanitaria adotta per far fronte alla diffusione del Covid-19.

Per facilitare questo compito, l’INMP ha recentemente avviato un progetto in collaborazione con il ministero della Giustizia, la Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria (SIMSPE) e quattro regioni (Lombardia, Toscana, Lazio, Calabria), con l’obiettivo di sperimentare un sistema informativo che consenta il monitoraggio della salute e dell’assistenza sanitaria della popolazione carceraria. Il programma sarà in grado di sviluppare un modello per la raccolta delle informazioni sulla salute della popolazione carceraria su tutto il territorio nazionale, facilitando la programmazione degli interventi di sanità pubblica su questo settore molto vulnerabile della popolazione.