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Approvato in Conferenza unificata il protocollo multidisciplinare, elaborato dall’INMP, per l’accertamento dell'età anagrafica dei Minori Stranieri Non Accompagnati

Un medico INMP presso l'hotspot di Lampedusa

È stato approvato il 9 luglio 2020, con la conclusione di un accordo in Conferenza Unificata, su proposta del Ministero della Salute, il Protocollo olistico per l’accertamento dell'età anagrafica dei Minori Stranieri Non Accompagnati, elaborato dall’INMP nel 2016 e sperimentato in 132 casi presso gli hotspot di Trapani Milo e Lampedusa nel corso di un progetto europeo di cui INMP era capofila.

Il percorso di approvazione, che è durato circa due anni, è stato reso possibile grazie alla legge n. 47 del 2017, cosiddetta Legge Zampa, che, tra l’altro, mette al centro della determinazione dell’età proprio l’approccio multidisciplinare. “Abbiamo lottato e lavorato per avere una legge a tutela dei minori soli migranti e sarebbe stato davvero assurdo vederne diminuito il potenziale di cambiamento per l’assenza di un protocollo - ha detto la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, prima firmataria della legge - Questo accordo è così importante perché riguarda un aspetto decisivo per alcuni dei tanti ragazzi soli costretti a migrare: rientrare o meno nella minore età fa la differenza per il loro destino ed era giusto predisporre, come previsto dalla legge, uno strumento scientifico per l’accertamento dell’età”. Infine il Sottosegretario Zampa ha ringraziato il Ministro Speranza per avere accelerato la conclusione di questo rilevante provvedimento.

Il protocollo contiene una procedura univoca e appropriata per l’accertamento dell’età dei minori stranieri non accompagnati, che considera, nel rispetto del superiore interesse del minore e su richiesta dell’Autorità giudiziaria competente, la valutazione in fasi incrementali: l’intervista sociale, la valutazione psicologica e, solo nei casi in cui permanga un’incertezza, la valutazione pediatrica auxologica, da condurre nelle modalità meno invasive possibile. Laddove, all’esito di ciascuna fase o stadio della procedura emergano elementi ragionevolmente certi circa la minore età, non si procede alla fase successiva. Qualora invece, dopo l’accertamento socio-sanitario, permangano dubbi sulla minore età, questa si presume ad ogni effetto di legge.

Il protocollo include anche l’acquisizione dei consensi del tutore del supposto minore e sottolinea il ruolo fondamentale del supporto linguistico e culturale. L’INMP, nel periodo intercorso tra l’entrata in vigore della legge Zampa e l’approvazione del protocollo, ha fornito la propria disponibilità alla Commissione territoriale nazionale per il riconoscimento della protezione internazionale ad effettuare valutazioni dell’età con il proprio team multidisciplinare in quanto le ASL non avevano ancora attivato i propri. L’Istituto ha avviato un programma di formazione sullo specifico tema rivolto a numerose ASL, formazione che intende promuovere sul territorio nazionale.

“Tra i principali compiti dell’INMP c’è quello di elaborare e sperimentare modelli socio-assistenziali innovativi rivolti alle fasce più fragili della popolazione, e proporli alle istituzioni per la loro attuazione - dichiara la Dott.ssa Concetta Mirisola, Direttore Generale dell’INMP - L’approvazione del protocollo sull’accertamento dell’età anagrafica dei minori è un grande successo perché offre un ulteriore strumento di tutela della salute e fornisce un’adeguata accoglienza e protezione a chi è più vulnerabile”.