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Laboratorio transdisciplinare e interculturale per la riflessione epistemologica intorno ai modelli di diagnosi e terapia

Logo Albero delle parole

Presso l’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e il contrasto delle malattie dalla Povertà (INMP) è attivo dal 2000 un laboratorio transdisciplinare e interculturale “L’albero delle parole”, luogo d’incontro, progettazione, sperimentazione e, soprattutto, di riflessione epistemologica intorno ai sistemi di cura della medicina ufficiale e di quella tradizionale. Il laboratorio riunisce figure provenienti da diverse discipline: psicologi, mediatori culturali, antropologi e medici, impegnati, in base alla propria specifica formazione e professionalità, nella creazione di un sapere condiviso che sviluppi interventi di accoglienza, diagnosi e cura nell’ambito della salute dei cittadini italiani e stranieri, realizzi ricerche, effettui formazione. In un campo di elaborazione e di applicazione di inediti dispositivi di presa in carico, di analisi e terapia, particolare rilevanza assume la costituzione di uno “spazio” che rappresenti lo snodo delle tante sperimentazioni in atto. Una valenza, quindi, di Laboratorio di pratiche e di idee, di produzione di elaborazioni e proposte innovative verso la realizzazione piena delle potenzialità insite nella collaborazione tra differenti discipline e profili professionali.

Il laboratorio si propone di:

• Armonizzare i servizi dell’INMP già esistenti e in costruzione;
• Realizzare dei dispositivi di cura per far fronte alla sempre crescente e tangibile domanda di attenzione alla salute delle persone italiane e straniere;
• Studiare, sperimentare e costruire dispositivi transdisciplinari e interculturali da adottare nelle attività cliniche, sociali, di ricerca e di formazione progettate dall’Istituto;
• Esercitare riflessioni epistemologiche intorno ai sistemi di cura delle medicine ufficiali e tradizionali.

Gli ambiti dell’INMP in cui tali dispositivi sono stati costruiti e sperimentati sono:
- Attività di ricerca;
- Servizio di Etnopsichiatria clinica “Geografie del corpo”;
- Servizio di Patologia della vulva “Oltre lo specchio di Venere”;
- Servizio richiedenti protezione internazionale, rifugiati e vittime di tortura “Passaggi nei territori di Giano”.

Cosa contiene l’immagine dell’albero delle parole?
L’albero, simbolo del Laboratorio, rappresenta uno dei temi simbolici più ricchi, diffusi e condivisi in numerose culture e società umane. Ogni sua parte costituisce un simbolo a sé e contemporaneamente un frammento del tutto. Nelle parti dell’albero delle parole si iscrivono i seguenti significati:

Le radici:

Affondano nella storia dell’Istituto e attecchiscono intorno alle persone che lo hanno incarnato sin dalla sua costituzione e a quelle che lo popolano adesso; si ancorano ai progetti realizzati, in programmazione e da ideare; si nutrono della passione di chi le partecipa e agisce.

Il tronco:

il tronco

Ritrae l’ulivo, albero eletto da molti popoli a simbolo di pace, fecondità, purificazione, forza, vittoria, ricompensa.
Contiene gli argomenti principali del laboratorio:
• L’autoformazione sul curare;
• La riflessione epistemologica intorno ai modelli di diagnosi e cura, che significa discutere e ragionare insieme sulle conoscenze scientifiche, teoriche-metodologiche, che si hanno e che si mettono in atto nel nostro lavoro quotidiano; indagando insieme il rapporto tra saperi di diverse provenienze.

I rami:

I rami

Rappresentano i laboratori creativi. Attualmente sono attivi:

- un laboratorio di scrittura che ha già prodotto un primo elaborato: “Per la costruzione di setting di cura
transculturali. Sentieri di autoformazione presso l’INMP. Riflessioni iniziali” in corso di stampa;

- Un laboratorio di autoformazione teorico-pratico sui dispositivi di cura connessi alla musica e alla danza;
- Un laboratorio di costruzione del gigante Giano bifronte.

Le foglie:

Le foglie

Raffigurano i caratteri alfabetici delle diverse lingue del mondo e rappresentano la complessità e la ricchezza dell’incontro dei nostri saperi.

Le parole:
Il lavoro intorno alle parole rappresenta uno dei presupposti fondamentali dell’albero.
Con le parole si approfondiscono i vari temi, si costruiscono i pensieri, si impostano i progetti, si affrontano le problematiche. Alcune parole, sebbene tradotte da una lingua all’altra, con termini che appaiono simili, in realtà veicolano significati differenti. Nell’attività clinica diventa indispensabile esplorare il vero contenuto delle parole significative proferite dai pazienti e ciò che attraverso di esse può emergere. Consapevolizzare tutti i professionisti che operano in setting transdisciplinari, (medici, infermieri, psicologi, antropologi, mediatori culturali), dell’importanza delle parole espresse durante i processi di cura, costituisce un argomento essenziale del laboratorio.

L'albero delle parole

Si ispira al luogo in cui gli anziani senegalesi si riunivano per discutere dei problemi e delle necessità di tutti, nel centro del villaggio, sotto un albero che in senegalese si soprannomina Penc ‘Albero delle parole’. La tradizione dell’Albero delle parole fu ripresa in Senegal alla fine degli anni Cinquanta da Henri Collomb, medico-psicanalista che, due volte alla settimana, all'ombra di un albero nel cortile dell'ospedale che dirigeva, riuniva medici, infermieri, pazienti, familiari, guaritori e chiunque altro volesse esserci. Riproduceva il modo “tradizionale” di discutere le storie dei pazienti, facendo della parola pubblica, che coinvolge parenti, compaesani, passanti, esperti, ecc., il fulcro della presa in carico.