UN OSPEDALE IN ETIOPIA: LIMITI E POTENZIALITÀ
Franco G., Toma L., Nosotti L., Tumiati M. C., Calcaterra R., D’Arca T., Morrone A.
45° Congresso Nazionale ADOI
Loreto-Recanati, 13-16 Settembre 2006
Introduzione
Se si analizza la condizione di sviluppo socio-economico di molti Paesi del Sud del mondo e anche solo alcuni degli indicatori di vita: mortalità infantile, aspettativa di vita alla nascita, quantità di acqua potabile a disposizione per ogni abitante, accesso ai servizi sanitari, livelli di istruzione, ci si accorge che il divario tra Nord e Sud del pianeta è andato progressivamente e rapidamente peggiorando. Un quinto dell’umanità, cioè il Nord del pianeta, controlla l’87% della produzione mondiale e l’84% del commercio internazionale. Un miliardo e mezzo della terra sono senza futuro, senza possibilità di lavoro, senza un’accettabile condizione igienico-sanitaria. E quasi tutta questa umanità povera, vive nei Paesi tropicali. La logica conseguenza è il fenomeno migratorio, lo spostamento dei popoli dal Sud al Nord del mondo, che ha investito anche il nostro Paese. Da trent’anni l’IRCCS San Gallicano si occupa della salute delle popolazioni umane mobili e dal 1992 è presente in Etiopia, dove ha collaborato per anni con il governo e con ONG locali nell’attività medica e di consulenza dermatologica e di formazione del personale sanitario locale.
Materiali e metodi
Nel mese di Gennaio 2005, l’Istituto Dermatologico San Gallicano e l’IISMAS (Istituto Internazionale di Scienze Mediche, Antropologiche e Sociali) in accordo con il Tigray Health Bureau e l’Ospedale Civile di Mekellè ha inaugurato il primo ospedale dermatologico del Tigray, l’Italian Dermatological Hospital (IDH). Il Tigray è una regione a nord dell’Etiopia con una superficie pari a 55.000 Km² per una popolazione di 4.113.000 abitanti.
In Tigray si contano in totale 7 ospedali civili, tra cui quello di Mekellè, che si trovano nei principali centri urbani e 20 ospedali zonali, ospedali più piccoli, dislocati sul territorio. I medici sono 48 di cui solo 12 sono specializzati. Nella regione non vi sono specialisti in Dermatologia e in Malattie Infettive.
Risultati
Nei primi18 mesi di attività clinica (Gennaio 2005-Maggio 2006) sono state visitate 15729 persone.
Tra i pazienti visitati vi era una lieve prevalenza degli uomini sulle donne (50,8% di sesso maschile) e la fascia d’età più rappresentata era quella tra i 18 e i 35 anni per entrambi i sessi (85%).
Sono state ricoverate 390 persone, l’età media era 20,4 anni con un range di età compreso tra 2 mesi e 70 anni. Il 49,3% di pazienti ricoverati era in età pediatrica. L’età media dei bambini ricoverati era di 5,6 anni con un range di età tra 2 mesi e 16 anni.
Da Gennaio sono state eseguite 505 biopsie cutanee in casi che richiedevano un approfondimento istologico.
Nei casi di Dermatiti Allergiche da Contatto sono stati effettuati i Patch Test (serie SIDAPA) utilizzando 20 allergeni. Nei primi 18 mesi di attività sono stati applicati Patch Test a 192 pazienti.
Le infezioni batteriche, micotiche e virali sono state le patologie riscontrate più di frequente e rappresentavano rispettivamente il 23,2%, il 19,5% e il 12% dei casi; pediculosi e scabbia il 9,8%, gli eczemi il 19,7%dei casi.
Oltre il 30% dei pazienti visitati è risultato essere sieropositivo. In questi casi la pelle è stata un organo-spia dell’infezione da HIV. Attraverso un semplice esame dermatologico, infatti, tenendo conto di determinati criteri, è possibile sospettare diagnosi di malattie sistemiche ed indirizzare alcuni esami emato-chimici, come il test per la diagnosi di infezione da HIV, solo in casi specifici.
In questo modo si può intervenire sulla prevenzione della diffusione dell’infezione da HIV ottenendo, inoltre, un risparmio di risorse economiche per il Paese.
Discussione
Le patologie dermatologiche sono annoverate tra le prime dieci cause di morbilità e di ospedalizzazione del Tigray (Tigray Health Profile, 2005). In alcuni distretti o waredas in cuiè suddivisa la regione, simili per estensione alle nostre province italiane, le patologie della pelle rappresentano la prima causa di morbilità tra i pazienti ambulatoriali. Il numero delle malattie della pelle, specie di natura infettiva, è in crescente aumento. Tra le cause, la mancanza di acqua potabile e la drammatica carestia che negli ultimi anni ha investito il Paese, l’infezione da HIV che ha assunto dimensioni epidemiche, la mancanza di personale medico specializzato e di cure, e l’estrema povertà in cui vive buona parte della popolazione.
L’IDH di Quihà è un piccolo ospedale dotato di 15 posti letto e due ambulatori adibiti alla visita dei pazienti esterni, ai test allergologici e a svolgere biopsie e piccoli interventi chirurgici. Due medici specialisti, aiutati da personale infermieristico locale, effettua la visita dei pazienti ammessi e degli ambulatoriali. Nell’Aprile 2006, in accordo con il Tigray Regional Health Bureau e l’Università di Mekelè, l’IDH è stato trasferito nel distretto di Ayden, nel centro di Mekelè: la nuova struttura fa parte del nuovo Ospedale Universitario dotato complessivamente di 450 posti letto di cui 30 a noi destinati.
Un altro tipo di intervento che è stato messo in atto riguarda la formazione di personale medico e infermieristico locale attraverso dei corsi teorico-pratici con lo scopo di ridurre la morbilità e in alcuni casi l’inabilità derivante da errate diagnosi e inappropriate terapie.
L’IDH, inoltre, rappresenta un modello sanitario per l’intera regione, sia in termini di efficienza organizzativa che di servizi offerti, in un Paese dove l’accesso alle cure sanitarie è garantito soltanto a quella parte della popolazione che è in grado di pagare le prestazioni mediche. Facile accesso ai servizi socio-sanitari, basso costo ed alta efficacia sono i tre pilastri di questa attività.

