TORTURA E CUTE
Franco G., Toma L., Nosotti L., Tumiati M. C., Calcaterra R., D’Arca T., Morrone A.
45° Congresso Nazionale ADOI
Loreto-Recanati, 13-16 Settembre 2006
Introduzione
Con il termine “tortura” in ambito internazionale si intende qualsiasi atto che provoca sofferenza o dolore, sia fisica che psicologica, inflitta a una persona col fine di ottenere da questa o da una terza persona delle informazioni o confessioni, o per punirla o ancora per intimidirla, assoggettandola così ad un altrui volere.
È sicuramente un problema di ordine sociale e politico sempre più prominente nella società, rappresentando un’emergenza di salute pubblica che colpisce soprattutto i richiedenti asilo politico, gli immigrati clandestini e gli homeless.
I dermatologi sono spesso i primi sanitari ad osservarne, spesso accidentalmente, le conseguenze fisiche; si trovano infatti di fronte a lesioni cutanee di difficile spiegazione talora riconducibile a comuni patologie cutanee, ma che ad una più attenta osservazione hanno un’eziopatogenesi differente: sono le sequele di tortura.
Materiali e metodi
Dal 1 Novembre 2001 l’Istituto San Gallicano (IRCCS) partecipa al progetto europeo “Italian Network for the rehabilitation of the victim of torture” come centro specializzato nella riabilitazione psico-fisica e sociale delle vittime di tortura.
I pazienti giunti al nostro centro hanno ricevuto un’assistenza multidisciplinare grazie ad un team composto da dermatologi, internisti, psicologi, e mediatori linguistico-culturali al fine di garantire a questi pazienti un adeguato supporto sia fisico che psicologico.
Per ogni paziente è stata così raccolta un’anamnesi accurata e la visita clinica è stata condotta secondo le linee guida del protocollo di Istanbul.
Risultati
Dal 1 Novembre 2001 al 31 Dicembre 2005 sono stati visitati 924 rifugiati/richiedenti asilo politico.
Il 51% di questi all’esame dermatologico ha presentato segni riconducibili a tortura. In particolare le lesioni cutanee osservate sono state classificate in 4 tipi: cicatrici, lesioni da prolungata immobilizzazione, lesioni da violenza sessuale e lesioni da danno psicologico.
Discussione
Numerose lesioni comunemente osservabili negli ambulatori dermatologici possono avere
un’origine “violenta”: ne sono un esempio le lesioni alopeciche cicatriziali, correlate a torture
fisiche o le malattie sessualmente trasmesse legate a “stupri etnici”.
Sottolineiamo il ruolo del dermatologo nel riconoscimento e nella diagnosi di lesioni cutanee
riconducibili a torture; ne consegue l’importanza dell’esame obiettivo dermatologico non solo nel
corretto riscontro di tali lesioni ma anche nel decretare la congruità tra il dato anamnestico fornito
dal paziente e il riscontro clinico.
Il dermatologo assume così, un ruolo centrale nella certificazione e determinazione dello stato di
vittima di tortura e nella connessione dello stato di rifugiato politico.

