IL DIRITTO ALLA BELLEZZA TRA NORD E SUD DEL MONDO
Calcaterra R., Marrone R., Maiani E., Dassoni F., Morrone A.
X Consensus Conference sull’immigrazione, VIII Congresso Nazionale SIMM
Trapani, 5-7 Febbraio 2009
Introduzione
La contraffazione coinvolge da molti anni il settore dei farmaci e, in particolare, dei cosmetici e dei prodotti per la cura della pelle, ma sono ancora scarsi i dati nella letteratura scientifica.
Soprattutto nei Paesi in via di sviluppo si assiste a una fluviale immissione di cosmetici dalla composizione chimica non ben definita, contenenti sostanze chimiche in concentrazioni vietate o addirittura bandite in altri Paesi.
Il fenomeno riguarda soprattutto le persone di pelle scura che, per motivi sociali e culturali, utilizzano prodotti schiarenti al fine di diminuire la tonalità del colore nero della propria pelle.
Infatti l’ideale di bellezza, fin dall’Antica Grecia si è identificato nel colore bianco e nei capelli biondi e solo dalla metà del secolo scorso i movimenti di liberazione femminile africani e afroamericani hanno tentato di rilanciare non sempre con successo, lo slogan “Black is beautiful”.
La stessa regina di Saba, ideale di bellezza nell’antichità, è stata via via rappresentata con cute sempre più chiara. Inoltre, in molti Paesi dove l’apartheid è stato più forte, la percezione del colore nero ha assunto il significato di “inferiore”.
Sull’onda di questa percezione di bellezza, il mercato locale è stato invaso da creme depigmentanti, a base di idrochinone, cortisonici e composti di mercurio a concentrazioni diverse e non sempre ben indicate nei foglietti illustrativi.
La principale fonte di cosmetici contraffatti è la Cina, che raggiunge il 37% del totale seguita dall’Indonesia (19%), Ucraina (16%) ed Emirati Arabi (10%).
L’utilizzo di questi prodotti, soprattutto a lungo termine, si associa a notevoli eventi avversi non solo cutanei ma anche sistemici.
L’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà è impegnato da anni in una campagna contro i cosmetici contraffatti e il loro smercio nei Paesi in via di sviluppo invitando le Autorità Sanitarie dei vari Paesi a vigilare sulla qualità dei prodotti cosmetici, controllando bene preparazione, confezionamento, etichettatura e concentrazione delle sostanze chimiche, investendo inoltre sulla prevenzione e sulla lotta, anche
legislative e repressiva, del mercato illegale.
Bibliografia
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• Hilton J, Fake cosmetics business swells to $210m in Gulf, Gulfnews.com, November 5, 2006, available in http://archive.gulfnews.com/articles/06/11/05/10080050.html
• Anti-counterfeiting group, The Extent of Counterfeiting, 2004, available in http://www.acg.com

