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CUTE E BAMBINO FRA NORD E SUD DEL PIANETA

A.Morrone, G.Franco, M.Valenzano

CORSO TEORICO PRATICO DI DERMATOLOGIA PEDIATRICA
PEDIATRI E DERMATOLOGI A CONFRONTO IL BAMBINO E L’AMBIENTE
Napoli 8 - 9 aprile 2005 p. 62-63

La stragrande maggioranza della popolazione che soffre di disturbi cutanei è costituita dai bambini. Si stima che i minori costituiscano il 50% della popolazione totale nei paesi in via di sviluppo e che di questi il 75% soffra di disturbi cutanei. La maggior parte della popolazione infantile non ha inoltre accesso ai farmaci dermatologici essenziali.

Sui minori figli di immigrati in Italia non si sa molto a livello statistico. Al 21 ottobre 2001, i minori figli di genitori entrambi stranieri sono risultati 284.224, pari al 21,3% dei 1.334.889 stranieri residenti, di cui; 106.855 nella fascia di età “minori di 5 anni”, 140.976 nella fascia di età “5-14 anni” e 36.393 nella fascia di età di 15-18 anni. Sembra però più corretto parlare di minori “stranieri” e non “immigrati” in quanto è risaputo che la metà di essi è nata nel nostro paese (già il 48% nel 2000), parla perfettamente l’italiano, frequenta scuole italiane e, in un certo senso, ciò che li distingue rispetto ai coetanei italiani è la precarietà dei loro diritti, in quanto legati ai limiti e alle restrizioni che condizionano la vita dei genitori.
La Struttura Complessa di Medicina Preventiva delle Migrazioni e del Turismo ha reso accessibile ai bambini immigrati, oltre all’attività dermatologica di lunga tradizione, anche un’assistenza internistica, infettivologica e, negli ultimi anni, pediatrica.

Per quanto concerne la popolazione pediatrica da noi osservata a Roma, dei 1.137 bambini stranieri visitati negli ultimi tre anni (401 dall’ Europa dell”Est, 185 dall’ America latina, 156 dall’ Asia e 140 dall’ Africa), 255 avevano una doppia
nazionalità e il 50% era al di sotto dei 14 anni. E’ interessante notare come circa il 30% risultava affetto da disturbi cutanei, particolarmente malattie infettivo-parassitarie, tipiche delle condizioni di degrado e sovraffollamento.

Inoltre abbiamo in diverse occasioni collaborato con varie organizzazioni sanitarie in Africa e nel Sud-Est asiatico: da gennaIo è stato inaugurato l’Ospedale Italiano Dermatologico di Quihà, punto di riferimento dermatologico per l’intera regione del Tigray, Etiopia.
Grazie a queste esperienze abbiamo potuto quindi osservare svariate patologie dermatologiche di rara osservazione nei nostri climi, nonché dermopatie o patologie infettive di comune riscontro, ma di inusitata estensione e gravità.
Tali patologie sono acuite dalle drammatiche condizioni igienico-sanitarie e socioeconomiche in cui vive la popolazione. I conflitti interni, la povertà e i cambiamenti politico-amministrativi hanno portato a significativi movimenti di popolazione, inizialmente nell’ambito dello stesso continente, e quindi anche nei continenti vicini: di qui il gran numero di immigrati, rifugiati, richiedenti asilo.

Le migrazioni spesso costituiscono un grave ostacolo alla salute, anche nei cosiddetti paesi “sviluppati” per motivi di discriminazione, barriere culturali e linguistiche stato legale e altre ragioni economiche e sociali. Per queste ragioni, da alcuni anni, il pediatra, il dermatologo, il medico di famiglia ed il medico scolastico (nelle loro diverse funzioni di pediatra di base, di consultorio, di poliambulatorio od ospedaliero) si trovano sempre più frequentemente di fronte a bambini stranieri, alla loro famiglia, alla loro domanda di salute e alla richiesta di un intervento diagnostico-terapeutico.

Bibliografia
– Caritas, Dossier Statistico Immigrazione, Roma, 2004, pp 156-8
– Morrone A., Riannetti A., Dermatologia internazionale per immagini. Grafiche Mazzucchielli, Milano
2000.
– Morrone A. Dermatologia delle popolazioni mobili. SEU, Roma, 2001
– Trillò ME, Morrone A., Geraci S. Il bambino straniero e il pediatra. In (a cura di) Morrone A. Salute
e Società multiculturale. CortINA, Milano 1955, pp. 89-99.