ALIMENTAZIONE E MIGRAZIONE: TERRENO DI INCONTRO TRA CULTURE
Scardella P., Spada R., Carico R., Chiappe L., Bracco D., Morrone A.
ADI Magazine vol. 6 – n. 4: 550-551, 2002
Introduzione: dal 1° settembre del 2001 al 30 luglio 2002, presso la Struttura Complessa di Medicina Preventiva delle Migrazioni del Turismo e di Dermatologia Tropicale dell’Istituto San Gallicano di Roma, è stato condotto uno studio per valutare la complessa tematica dell’alimentazione connessa al fenomeno migratorio.
Alimentazione ed emigrazione costituiscono i poli di un rapporto che s’inserisce in un quadro ben più ampio di implicazioni sociali ed economiche che determinano la cultura alimentare d’ogni paese.
Le valenze simboliche dei cibi propri di ogni cultura, giocano un ruolo di primo piano in tutti i processi di ridefinizione dell’identità sociale e culturale che accompagnano i fenomeni migratori di ogni tempo.
La ricerca si proponeva di far emergere la consapevolezza sull’identità della cultura alimentare dei diversi paesi, indagare come l’emigrazione influenzi le abitudini alimentari originarie ed in che misura quelle abitudini vogliono essere conservate, di valutare i fattori sociali, economici e culturali che determinano gli attuali comportamenti alimentari delle persone immigrate.
Metodologia: 147 persone immigrate provenienti da 29 paesi sono state intervistate, attraverso l’utilizzo di questionari riguardanti le caratteristiche sociali, relazionali, antropologico-culturali e le realtà alimentari attuali e del paese di provenienza, indagando sugli aspetti nutrizionali e culturali dell’alimentazione: dalle ricette tipiche, ai cibi simbolici, dai tabù religiosi alla relazione tra cibo e cura delle malattie.
Dai dati preliminari risulta che degli intervistati (29 maschi e 118 femmine), prevalentemente senza permesso di soggiorno, l’82% possiede un titolo di studio medio (inferiore e/o superiore) e il 15%è laureato; l’attività lavorativa prevalente è l’assistenza domiciliare ad anziani o la collaborazione domestica (il 50 %), il 31% svolge altre attività (ambulanti, cuochi, commessi), il 19% risulta disoccupato.
Discussione: l’alimentazione italiana sembra piuttosto gradita; anche se vengono sempre mantenuti gli elementi caratterizzanti l’alimentazione del paese di provenienza. L’analisi delle frequenze alimentari evidenzia una scarsa varietà nell’assunzione dei principali gruppi di alimenti.
Attraverso il racconto delle abitudini alimentari passate e presenti, emergono “percorsi” di vita complessi e travagliati, fatti di processi di adattamento dolorosi dovuti alla durezza dei meccanismi sociali ed a conciliare il proprio stile di vita con il nuovo ambiente.

