IL PIEDE TROPICALE
Franco G., Terranova M., Trincone S., Padovese V., Valenzano M., Morrone A.
81° CONGRESSO NAZIONALE SIDeMaST
Torino, 31 Maggio-3 Giugno 2006
Introduzione
Spesso il piede rappresenta una delle sedi più frequentemente colpite dalla patologia “tropicale” ed è bersaglio comune di patologie differenti che producono quadri clinici simili caratterizzati da lesioni verrucose, vegetanti e mutilanti.
Nelle aree rurali, in particolare, i piedi sono più esposti a traumi ed infezioni che possono causare alterazioni sia locali che sistemiche e disabilità.
Le cause di questa localizzazione sono da ricondurre alla scarsa igiene, all’inadeguatezza o alla totale assenza di calzature, al ritardo o alla mancanza di cure adatte, all’aumento di viaggi soprattutto dai Paesi cosiddetti industrializzati verso quelli in cui alcuni agenti eziologici sono endemici.
Materiali e Metodi
Nella casistica sono stati inclusi pazienti visitati in due Ospedali, l’Italian Dermatological Hospital (IDH) di Quihà e l’Istituto S. Gallicano di Roma. L’IDH è il primo ospedale dermatologico della regione del Tigray in Etiopia. La casistica italiana riguarda invece i pazienti afferenti al Servizio di Medicina Preventiva delle Migrazioni, del Turismo e di Dermatologia Tropicale dell’Istituto S. Gallicano (IRCCS).
Risultati
Dal 1 Gennaio 2005 al 31 Dicembre 2005 le patologie più frequentemente riscontrate sono state: dermatofitosi (204 casi), onicomicosi (186 casi), filariasi (15 casi), oncocerchiasi (7 casi) cromoblastomicosi (2 casi), Piede di Madura (11 casi), lebbra (147 casi), Larva Migrans (4 casi), sifilide secondaria (53 casi), Dermatiti Allergiche da Contatto (17 casi positivi), melanoma cutaneo acroposto (1 caso). Non raro è stato anche il riscontro di patologie sistemiche che presentavano una manifestazione clinica dermatologica al piede, come nel caso delle osteomieliti (17 casi) con ulcere o tragitti fistolosi alla cute.
Discussione
La patologia tropicale con espressività clinica alle estremità inferiori rappresenta un problema emergente soprattutto in relazione alla gestione diagnostica, terapeutica e delle complicanze.
Dalla nostra esperienza appare evidente che la patologia del piede in Africa, a differenza di quello che risulta dall’esperienza negli ambulatori italiani, è legata con maggior frequenza all’assenza di calzature, ad esposizione a traumi e ad agenti infettivi, ed è caratterizzata così da maggiori complicanze che hanno come conseguenza la disabilità e l’amputazione.
Inoltre il controllo di alcune condizioni morbose che si presentano anche al piede, come la sifilide, sembra fondamentale per ridurre il rischio anche di altre Malattie a Trasmissione Sessuale come l’HIV.
In conclusione, quindi, è importante l’educazione delle figure professionali e dei pazienti, sia nei riguardi delle misure preventive (come la scelta di calzature adeguate) che delle cure. Allo stesso modo è necessario promuovere l’uso d’interventi e cure di supporto per la diagnosi corretta al fine di ridurre il rischio di propagazione di patologie infettive, soprattutto a trasmissione sessuale

