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ASSISTENZA INFERMIERISTICA IN AMBITO TRANSCULTURALE

Comuzzi P., Morrone A.

45° Congresso Nazionale ADOI
Loreto-Recanati, 13-16 Settembre 2006

Le basi teoriche dell’assistenza infermieristica permettono di operare nei confronti delle persone secondo criteri che aiutano a mantenere e recuperare lo stato di salute di chi viene assistito Uno degli obiettivi che permette di agire al meglio nell’assistenza infermieristica è quello di individuare come vive e gestisce la propria salute ogni persona che si rivolge all’infermiere, per così
proporre il percorso d’aiuto più appropriato.
L’assistenza infermieristica deve tener conto della dimensione globale della persona sana per permettere così di aiutarla al raggiungimento del miglior grado di benessere.
Gli interventi che l’infermiere svolge sono di varia natura: relazionale, tecnica, educativa. L’attività infermieristica si basa sulla relazione d’aiuto cioè sulla capacità di instaurare un rapporto empatico, il più possibile paritario, in cui il sapere dell’assistito e quello dell’infermiere cercano le modalità di risoluzione ai problemi di salute.
Altre competenze sono quelle di natura tecnica, ma anche in questo caso è importante saper intervenire nel modo più appropriato tenendo conto della specificità della persona e del contesto globale della sua vita.
Molto importante, in ambito assistenziale, è la valutazione della cultura di appartenenza e di come questa influisca sul modo di vivere la salute, soprattutto quando il contesto culturale dell’operatore e del paziente siano particolarmente diversi.
Nell’ambito della Struttura della Medicina delle Migrazioni dell’Istituto San Gallicano (IRCCS), la caratteristica più importante che accomuna molti dei pazienti che si rivolgono presso l’ambulatorio, riguarda il loro contesto sociale, che è particolarmente influenzante il loro stato di salute/malattia.
Questo contesto è caratterizzato da una serie di problematiche e carenze tali da determinare, a volte, stati di malattia veramente gravi.
Tra le mancanze evidenziate, è possibile riscontrarne alcune con maggiore frequenza:

1. Mancanza di una rete familiare: non c’è nessuna persona conosciuta e stimata cui affidare le proprie cure come, ad es., la madre;
2. Disponibilità economiche limitate;
3. Mancanza o precarietà alloggiativa e lavorativa che può causare problemi di salute, ma che a volte diventano problemi vissuti come più importanti della salute stessa;
4. Mancanza di conoscenze sui sistemi di cura del Paese ospitante;
5. Utilizzo diverso e/o inappropriato di farmaci e di altre sostanze e presidi in modo incongruente con i principi della medicina allopatica;
6. Insicurezza emotiva che procura preoccupazione ed ansia sproporzionata anche per la risoluzione di piccoli problemi o, al contrario, negazione completa della malattia;
7. Difficoltà o incomprensioni linguistiche con gli operatori sanitari

L’assistenza infermieristica, per essere il più possibile personalizzata ed efficace, deve tener conto di quanto sopra descritto. Le priorità d’intervento nei confronti di tali persone assistite possono essere:

1. Capire come il contesto di vita del paziente può influire sulle modalità di cura e se quest’ultima può essere eventualmente variata per creare meno disagi possibili.
2. Capire, in forma discreta, quali possibilità economiche ha il paziente per affrontare le spese mediche, utilizzando per quanto possibile farmaci generici di campionario, schemi terapeutici semplici.
3. Domandare in che modo problemi simili sarebbero stati risolti nel Paese di provenienza per fare un confronto e capire come utilizzare al meglio le capacità organizzative del paziente.
4. Spiegare sempre i motivi per cui occorre effettuare visite ed esami, come e dove farli.
5. Rassicurare le persone assistite soprattutto se questi percorsi terapeutici sono lunghi e difficili.
6. Stimolare la capacità della persona per utilizzare al meglio il Sistema Sanitario Nazionale, spiegando i percorsi terapeutici e le varie soluzioni possibili. Soprattutto a chi ha particolari difficoltà è utile offrire un aiuto anche a distanza (ad es., tramite telefono) per l’utilizzo di altre strutture e consulenza medico-sanitaria.
7. Indirizzare gli utenti non solo alle strutture ed ai professionisti sanitari ma anche presso altri uffici e figure per ottenere indicazioni ed aiuto riguardo a problemi di altra natura.
8. Quando le difficoltà linguistiche sono veramente non superabili, chiedere aiuto a un mediatore linguistico-culturale, collaborando insieme, senza delegare l’intervento solamente a questo operatore.

Il contesto culturale, sociale e psicologico della persona sono estremamente determinanti sulla consapevolezza dello stato di salute. Nelle varie fasi della vita questo può cambiare e può variare anche quando solo uno dei contesti si modifica, influenzando così anche gli altri.