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Svolgimento di prestazioni sanitarie specialistiche presso i CPSA di Lampedusa e Trapani

L'ambulatorio INMP a Trapani e Lampedusa

L’INMP sarà presente presso il Centro per il primo soccorso e l’accoglienza di Lampedusa e il Centro per Migranti di Trapani Milo, dal 18 aprile al 31 dicembre 2016, con un team socio-sanitario multidisciplinare per garantire alle persone migranti sbarcati assistenza medico-specialistica di secondo livello. La presenza dell’INMP - centro di riferimento della rete nazionale per le problematiche di assistenza in campo socio sanitario legate alle popolazioni migranti e alla povertà nonché centro per la mediazione transculturale in campo sanitario - è il risultato di una Convenzione stipulata con il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno.

L’Istituto, che promuove un modello transculturale di presa in carico del paziente straniero orientato anche all’appropriatezza delle prestazioni sanitarie erogabili dal SSN, assicurerà nei due Centri supporto clinico-diagnostico e di mediazione transculturale per l’appropriato inquadramento specialistico dei bisogni di salute espressi dalla popolazione immigrata, minori inclusi. L’INMP integrerà il personale socio-sanitario presente nei Centri con tre medici specialisti (infettivologo, dermatologo, pediatra auxologo), uno psicologo dell’età evolutiva e due mediatori transculturali esperti in ambito sanitario. L’assistenza medico-specialistica dell’INMP coprirà i bisogni sanitari della popolazione ospite dei Centri con una presenza giornaliera di sette giorni alla settimana, consentendo la funzionalità del servizio nell’arco delle 24 ore.

Fattore di riferimento importante nell’implementazione di questa missione nei due Hotspot siciliani è l’interrelazione che essa ha con il progetto europeo CARE di cui l'INMP è soggetto capofila. Il progetto CARE - Commmon Approach for REfugees and other migrants' health è co-finanziato dall’Agenzia CHAFEA della Commissione Europea (Consumers, Health, Agriculture and Food Executive Agency) nell’ambito del Terzo Programma Quadro (2014-2020), che invita gli Stati Membri a forte pressione migratoria ad adottare, tra l’altro, modelli sanitari multidisciplinari all’interno degli Hotspot nell’ottica della presa in carico appropriata della salute dei migranti. Tale progetto vede il coinvolgimento di 15 partner tra italiani ed europei, pubblici e privati, in Grecia, Slovenia, Croazia e Malta e ha come obiettivo principale la standardizzazione degli approcci di salute attraverso piani comuni di formazione degli staff multidisciplinari che operano sulla base delle previsioni nazionali disponibili.

Risultati delle attività sanitarie erogate dal 18 aprile al 31 dicembre 2016
Presso l'Hotspot di Lampedusa sono state visitate 2.861 persone per un totale di 5.322 accessi, mentre presso quello di Trapani Milo (dove le attività sono iniziate due settimane dopo) sono state visitate 2.617 persone per un totale di 4.487 accessi.

Rispetto alle patologie maggiormente riscontrate, le più frequenti sono la scabbia, l'impetigine, il prurito e le altre affezioni correlate mentre quelle di natura infettiva come la varicella e la sindrome da raffreddamento, seppur presenti, hanno un impatto minore sulla popolazione inviata a consulenza specialistica.
In merito, invece, alle caratteristiche demografiche della popolazione assistite nei due Hotspot, più dell'85% proviene dall’Africa subsahariana (Nigeria, Costa D’Avorio, Eritrea e Guinea), e la popolazione maschile è quella più numerosa mentre la classe di età compresa tra i 18 e i 34 anni è quella più rappresentativa (75%). La presenza dei minori è pari al 21% (accompagnati e non dalle loro famiglie) in entrambi gli Hotspot.

Inoltre, stanno riscontrando buoni risultati i laboratori di alfabetizzazione e di socializzazione realizzati dalla psicologa presso l’Hotspot di Lampedusa.