La malnutrizione in età geriatrica: caratteristiche cliniche e determinanti psico-sociali
Il progetto, promosso dall’Istituto Nazionale per la promozione della salute della popolazione Migrante e per il contrasto delle malattie della Povertà (INMP) e svolto in collaborazione con il Dipartimento di Fisiopatologia Medica (sez Scienza dell’Alimentazione) dell’Università “Sapienza” di Roma (DFM), ha lo scopo di approfondire la conoscenza sugli aspetti psico-sociali legati allo stato di Malnutrizione degli anziani al fine di mettere in atto azioni di prevenzione.
Tra i fattori di rischio riconducibili alle situazioni socio-ambientali, grande rilievo riveste la povertà. Le scarse risorse economiche limitano la disponibilità di accesso al cibo e l’anziano povero si trova spesso nella condizione di dover decidere a quali alimenti dare la priorità di acquisto, a sfavore di una dieta bilanciata in macro e micronutrienti.
Sebbene paese tecnologicamente avanzato, l’Italia ospita 975mila famiglie in condizioni di povertà; ciò significa che 2 milioni e 427mila persone hanno una spesa mensile pari o inferiore al valore di soglia per acquisire beni e servizi essenziali a conseguire uno standard di vita minimamente accettabile (Istat, 2009). Tra le famiglie con componenti anziani i valori di incidenza sono superiori alla media, soprattutto se si tratta di anziani soli.
In questa situazione di gravi ristrettezze economiche cui versano molti anziani, un ulteriore ostacolo ad una corretta alimentazione è rappresentato da un contesto sociale ed ambientaledifficile: le barriere architettoniche, la distanza dai centri di approvvigionamento, la circolazione automobilistica difficoltosa, l’inefficienza dei servizi pubblici di trasporto che obbligano l’anziano a rifornirsi meno frequentemente di alimenti freschi e a selezionare con cura ciò che deve acquistare e poi trasportare a casa e, infine, le scarse conoscenze in campo nutrizionale - solo parzialmente e spesso erroneamente integrate dall’informazione dei mass media - fanno sì che l’anziano acquisisca facilmente abitudini alimentari scorrette.
La perdita di un ruolo sociale attivo, la privazione degli affetti, la perdita dell’autosufficienza ed infine l’istituzionalizzazione possono indurre uno stato depressivo che clinicamente può manifestarsi con anoressia. La realtà viene spesso percepita dall’anziano con senso di inutilità e vissuta con atteggiamenti di passività, con una sedentarietà sempre più grave, con una sofferta chiusura verso gli altri. L’anziano che non ha più la possibilità di affermarsi nel manifestare le proprie scelte e la propria volontà, spesso rivolge la sua aggressività contro di sé. La prima manifestazione di questa depressione è il disinteresse per il cibo.
S’instaura così un circolo vizioso in cui la malnutrizione ed un progressivo deterioramento mentale si alimentano a vicenda.
L’obiettivo principale del Progetto è quello di analizzare, sperimentare e proporre un modello di intervento socio-sanitario che sia:
- appropriato alla domanda di salute della popolazione in età geriatrica in riferimento allo stato di nutrizione;
- integrato tra strutture accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e del privato sociale;
- ripetibile su tutto il territorio nazionale.
In questo modello le strutture accreditate con il SSN e le organizzazioni sociali e del volontariato interagiscono in rete e collaborano al fine di prevenire le conseguenze negative sulla salute degli anziani, con particolare riferimento alla salute nutrizionale, all’educazione alimentare e alla prevenzione dei disturbi derivanti dal disagio psicosociale negli anziani a rischio di esclusione sociale, allo scopo di ridurre l’impatto sociale ed economico delle relative patologie.
Azioni previste
- messa a punto di un modello di indagine alimentare ed elaborazione dei dati relativi all’intake di alimenti e nutrienti;
- messa a punto di un modello di indagine socio-antropologica ed elaborazione dei dati relativi a fattori di rischio socio-ambientali, con particolare attenzione alla povertà;
- arruolamento pazienti in diverse Regioni d’Italia (Lazio, Emilia-Romagna, Sicilia, Puglia);
- analisi di laboratorio di base e indagini strumentali;
- raccolta ed elaborazione dei dati.
Trasferibilità dei risultati e dei prodotti
Il Progetto prevede attività di diffusione e trasferibilità dei risultati, tra cui:
- produzione di articoli scientifici sui modelli di assistenza socio-sanitaria integrata;interventi formativi e comunicativi a congressi scientifici nazionali ed internazionali;
- corsi di formazione professionale per operatori sanitari e amministrativi che operano all'interno del SSN;
- costruzione di una banca dati dei servizi socio-sanitari censiti, sia nell’ambito delle strutture accreditate con il SSN, sia in quello del privato sociale;
- pubblicazione di manuali contenenti le buone pratiche individuate, le linee-guida e/o le raccomandazioni per il SSN e gli strumenti di monitoraggio e valutazione degli interventi in grado di migliorare l’accesso
- degli anziani e la cura dei loro principali problemi di salute, con particolare riferimento allo stato di nutrizione;
- una conferenza nazionale per la presentazione dei risultati finali.

