IL PROBLEMA
Mutilazioni genitali femminili: una pratica da abbandonare
Ancora oggi sono molte le donne che nel mondo subiscono mutilazioni ai propri genitali . Si tratta di una delle più gravi forme di violazione dei diritti umani, della donna e dei minori che la comunità internazionale sta tentando a fatica di cancellare. Ogni tentativo di quantificazione del fenomeno è arduo, ma si stima che a livello mondiale siano oltre 130 milioni le bambine e le donne che porteranno per tutta la vita sul proprio corpo i segni di tali pratiche. Il fenomeno è riscontrabile in 28 paesi africani, oltre che in alcuni stati asiatici. Ogni anno si valuta che siano 2 milioni le bambine che vengono sottoposte a modificazioni dei propri genitali, con complicanze drammatiche per la propria integrità psico-fisica.
I flussi migratori dai cosiddetti paesi in via di sviluppo verso il mondo occidentale hanno reso evidente questo dramma anche in Europa. Casi di mutilazioni dei genitali sono riscontrati dai centri sanitari italiani ed europei tra molte pazienti provenienti da paesi nei quali tali procedure sono ancora praticate. Si tratta in genere di donne consapevoli del dramma vissuto e determinate a non perpetuarlo sulle proprie figlie. Ma questo cambiamento culturale è lento e difficile e va supportato da sistemi normativi, attività di informazione e sensibilizzazione e programmi di tutela dei minori e di educazione sanitaria che coinvolgano non solo le potenziali vittime ma anche istituzioni ed operatori sociali e socio-sanitari europei.

