Introduzione ai Progetti
Le attività di assistenza specialistica di secondo livello che verranno implementate nel Centro della Regione Lazio, anche attraverso rapporti di collaborazione con altre strutture sanitarie pubbliche riguardano le seguenti attività:
a) Interventi di prevenzione, diagnosi precoce, cura e follow up dei pazienti migranti, richiedenti asilo, vittime della tratta, senza fissa dimora e nomadi per le patologie dermatologiche diffusive, tropicali e da importazione.
b) Interventi di prevenzione, diagnosi precoce, cura e follow up dei pazienti migranti, richiedenti asilo, vittime della tratta, senza fissa dimora e nomadi a rischio per le malattie sessualmente trasmissibili (sifilide, gonorrea, ulcera molle, infezione da Chlamidia trachomatis, linfogranuloma venereo, granuloma inguinale, condilomi acuminati, infezione da HPV e l’HIV).
c) In particolare, vista l’accertata correlazione fra alcuni ceppi di HPV e cancro della cervice uterina, si intende varare uno specifico programma di prevenzione del cervico-carcinoma. Questo intervento è motivato dalla mancanza di abitudini preventive da parte dei gruppi di donne appartenenti alla popolazione target del progetto, che le rende soggetti a rischio per l’insorgenza di tale neoplasia.
d) Si intende inoltre promuovere interventi di prevenzione, diagnosi precoce, cura e follow up dei pazienti migranti, richiedenti asilo, vittime della tratta, senza fissa dimora e nomadi a rischio per le patologie polmonari (compresa la tubercolosi), le micobatteriosi atipiche, le patologie gastro-enterologiche, dismetaboliche, urologiche, odontoiatriche, oculistiche ed oncologiche con visite mediche preventive delle diverse specialità coinvolte.
e) Prestazioni di consulenza nutrizionale, con diete qualitative e quantitative per diverse patologie ed in particolare per i pazienti dei gruppi target del progetto affetti da diabete mellito e malattie endocrino-dismetaboliche.
f) Attivazione di visite ambulatoriali e interventi di dermato-chirurgia.
g) Raccolta di campioni biologici da sottoporre ad analisi e controlli specifici. Esecuzione degli esami di laboratorio, strumentali e di analisi cliniche nei casi in cui si riterrà opportuno.
h) Esecuzione previo consenso informato della sierologia per HIV e MST e delle analisi ematologiche per le anemie carenziali.
i) Assistenza e tutela della donna e dei minori immigrati e nomadi, facilitando l'accesso al SSR e invio guidato ai servizi sanitari territoriali competenti.
j) Inserimento temporaneo nel SSR degli stranieri non in regola con le norme sul soggiorno mediante l'attribuzione di un codice STP e percorso guidato per gli stranieri iscrivibili al SSR al fine di realizzare il diritto/dovere di accesso ai servizi sanitari.
k) Sostegno psicologico, antropologico e di educazione sanitaria svolta dallo staff multidisciplinare e multiculturale con rispetto delle diverse culture nei confronti dei migranti, richiedenti asilo, vittime della tratta, senza fissa dimora e nomadi.
Inoltre durante il periodo di attivazione dell’INMP si procederà a progettare la strutturazione di PAC e di un servizio di Day Hospital per la soddisfazione di esigenze sanitarie più complesse, in maniera da sottoporre alla Regione Lazio l’attivazione di tali servizi.
Riguardo all’attività di ricovero ordinario saranno attivate delle procedure per l’invio guidato e la presa in carico dei pazienti sia all’interno della Convenzione con IFO che con altre strutture sanitarie del SSR.
Nei Centri regionali di Puglia e Sicilia si prevede di attivare il processo di costituzione di una rete di strutture socio-sanitarie regionali per la diagnosi, prevenzione e cura delle principali patologie legate alle migrazioni e alle popolazioni umane mobili (turisti, viaggiatori internazionali, richiedenti asilo, rifugiati, profughi e nomadi) e per il contrasto delle patologie della povertà, in stretta integrazione con i servizi territoriali, con le ASL della regione, con le associazioni del terzo settore attive nel campo delle migrazioni.
Le strutture dovrebbero avere la possibilità di offrire prestazioni ambulatoriali e di diagnostica specialistica, anche utilizzando strutture sanitarie già esistenti nella regione attraverso la realizzazione di appositi protocolli d’intesa. Inoltre dovrebbero poter utilizzate sistemi di teleconsulto, inclusa la rete degli Ospedali Italiani nel Mondo, che consentano di entrare in contatto con centri specialistici di eccellenza presenti in tutta Italia, al fine di ottenere rapidamente ed a basso costo, evitando una mobilità sanitaria ingiustificata, un supporto al percorso diagnostico e terapeutico.
Quindi appare necessario istituire strutture sanitarie poli-specialistiche, con uno staff multidisciplinare di mediatori linguistico-culturali formati ad hoc, da utilizzare nell’attività di accoglienza e di facilitazione all’accesso ai servizi del Sistema Sanitario Regionale nella regione Lazio, nella regione Puglia e nella regione Siciliana. In questo modo sarebbe possibile sperimentare, validare e divulgare un modello di offerta socio-sanitaria multidisciplinare e interculturale, al fine di favorire la tempestività dell’accesso ai servizi e l’efficacia correlata alla compatibilità con l’identità socio-culturale di tali gruppi di popolazione.
In sede di prima attuazione di tali obiettivi si prevede di attivare un progetto pilota nella provincia di Agrigento e più precisamente presso il Poliambulatorio di Lampedusa, isola notoriamente sede di sbarchi delle popolazioni del bacino del Mediterraneo, in correlazione con l’iniziativa in progetto sull’Ospedale Arnas Civico, Di Cristina, Benfratelli di Palermo, al fine di migliorare la qualità dei propri servizi, in un territorio di avanguardia, modificare le proprie strutture e culture organizzative e professionali, agendo efficacemente all’interno di un contesto di bisogni espressi dagli utenti e dalle loro comunità. In questo ambito si prevede di svolgere le seguenti azioni:
1) Analisi della situazione attuale al fine di:
- evidenziare con maggiore precisione quali siano i servizi che la struttura è in grado di fornire oltre che la qualità e la quantità dei medesimi;
- avere un organigramma del personale sanitario e non;
- avere contezza dei mezzi attraverso i quali si opera, e ciò con lo scopo di programmare eventuali implementazioni e modifiche in grado di migliorare il funzionamento della struttura e dei servizi resi e da rendere.
2) Costituzione di una banca dati informatica, secondo le metodologie definite dall’Istituto Nazionale, in grado di fornire in modo razionale ed omogeneo utili notizie sulla tipologia delle malattie delle popolazioni migranti nonché identificare e prevenire fattori di rischio;
3) Programmazione, sulla base delle professionalità esistenti e delle esigenze rilevate, di una adeguata attività di formazione in campo sanitario e socio culturale;
4) Facilitare l’approccio e la comunicazione con gli stranieri attraverso un servizio di mediazione culturale;
5) Definizione di un programma teso a soddisfare le esigenze strettamente legate alla presenza transitoria degli stranieri nell’ isola;
Predisposizione, per determinate patologie, in rete con l’Ospedale Arnas Civico, Di Cristina, Benfratelli di Palermo e con l’Istituto Nazionale per interventi di second opinion, e accessi di secondo livello attivando anche il trasferimento dei soggetti.

