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Ogni mese un paese

(A. S. 2007/08)

Ogni mese

Il progetto di educazione alimentare interculturale “Ogni mese un Paese” si proponeva, come obiettivo principale, di stimolare la conoscenza dei paesi con la più alta presenza di alunni immigrati nella realtà della città di Roma.
La cultura alimentare, risultato di complessi rapporti tra uomo e ambiente, può rappresentare un efficace terreno di incontro tra popoli ed il cibo può essere visto come un vero e proprio strumento di conoscenza di un a cultura “altra”.
La scuola, laboratorio privilegiato di inclusione sociale, occasione di incontro, socializzazione e scambio, rappresenta il primo e il più importante momento per eliminare condizioni di pregiudizio, partendo proprio dalla conoscenza dell’”altro”.
La mensa scolastica rappresenta una importantissima struttura educativa ed un efficace terreno di scambio culturale: in quel breve tempo, apparentemente senza scopo se non quello nutritivo, si può capire il rispetto dell’altro e verificare direttamente il significato delle differenze individuali (abitudini alimentari, credo religioso, divieti alimentari, ecc..): elementi fondamentali per una crescita consapevole!
L’introduzione nelle mense scolastiche di pasti non appartenenti alla cultura alimentare italiana può rivestire una doppia valenza: educare il palato a nuovi sapori ed arricchire la mente con la conoscenza di nuove culture. Il momento della refezione scolastica, quindi, più che occasione di esclusione e di divisione, può e deve diventare un momento di scambio di “sapori “ e di unione di “saperi”!

Il progetto “Ogni mese un Paese” sostenuto dall’Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma, è stato realizzato dal Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo dell’Università “Sapienza” di Roma e dalla Struttura Complessa di Medicina delle Migrazioni, del Turismo e di Dermatologia Tropicale dell’Istituto San Gallicano (IRCCS), Roma.

Tale progetto ha riguardato l’introduzione nella refezione scolastica di 8 menù etnici, relativi a 8 paesi con comunità altamente rappresentate a Roma (Bangladesh, Romania, Albania, Polonia, Perù, Cina, Marocco, Filippine): per la prima volta, esperienza unica in Italia, sono stati inseriti menù etnici nella ristorazione scolastica della città di Roma.
La scelta dei menù proposti e tutto il materiale prodotto, hanno visto coinvolti ricercatori, esperti del settore e mediatori linguistico culturali dei diversi paesi.

L’iniziativa è stata presentata attraverso la realizzazione di un poster-calendario in cui, con linguaggio semplice e accompagnato da immagini, sono esposti i menù etnici proposti, le date in cui verranno serviti e le relative motivazioni.
Il poster, inviato a tutte le scuole, aveva lo scopo non solo di informare docenti, alunni, famiglie e tutte le componenti scolastiche sui menù proposti, ma anche di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla valenza culturale dell’alimentazione, sul ruolo simbolico e privilegiato del cibo nella conoscenza di culture “altre” e sull ’importanza dell’intercultura come reciproco arricchimento.

Il progetto ha previsto la realizzazione di una collana composta da 8 opuscoli didattici, uno per ogni paese (contenuti scientifici e progettazione grafica), riguardante gli aspetti ecologici, nutrizionali e culturali dell’alimentazione: oltre un breve profilo storico, sono presentati la descrizione geografica, il quadro sociale ed economico, i “numeri” della migrazione in Italia e l’ambiente alimentare. Grande spazio è riservato all’analisi dei modelli di consumo alimentare, alla distribuzione dei principali nutrienti e soprattutto agli elementi fondamentali per una corretta alimentazione. Per ogni paese è, inoltre, presentato un approfondimento sugli alimenti di base che ne contraddistinguono la tipologia alimentare, sulla composizione dei pasti principali, sulle valenze simboliche, sulle festività e curiosità legate al cibo. Infine, anche attraverso il magico mondo delle favole sono “raccontate” differenze e somiglianze tra culture.
Inoltre sono stati svolti incontri seminariali, richiesti e coordinati dal Dipartimento XI, con tutte le componenti scolastiche coinvolte nell’iniziativa, incontri con i responsabili delle ditte affidatarie del Servizio di Ristorazione e, quando richiesto, è stato dato sostegno agli operatori delle ditte stesse (dietiste, cuochi) per la preparazione dei piatti etnici, avvalendosi dell’opera dei mediatori culturali.

La diversità in campo nutrizionale deve essere vista come una grande opportunità e l’introduzione di cibi e preparazioni alimentari “nuovi”, con opportuno coinvolgimento di tutte le componenti scolastiche e con adeguato lavoro preparatorio da parte dell’insegnante, può stimolare l’innata curiosità dei bambini verso tutto ciò che rappresenta una novità.

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