1000 modi per crescere
Alimentazione e Stili di vita nell’Infanzia in un Laboratorio Interculturale (A.S.I.L.I.”)
Un progetto per il personale educativo del Comune di Roma
(a.s. 2007/08)
Il progetto di educazione alimentare interculturale “Mille modi per crescere” (a.s. 2007/08), sostenuto dall’Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche, è stato realizzato dal Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo dell’Università “Sapienza” di Roma e dalla Struttura Complessa di Medicina Preventiva delle Migrazioni e del Turismo e di Dermatologia Tropicale dell’Istituto San Gallicano (IRCCS) di Roma.
Destinato a tutte le figure professionali che operano nei servizi educativi del Comune di Roma, si proponeva di dare un contributo alla conoscenza delle abitudini alimentari e delle modalità di allattamento e divezzamento nelle varie culture, mettendo in rilievo gli eventuali problemi inerenti all’impatto con un “nuovo” ambiente alimentare da parte del bambino da 0 a 6 anni.
Il progetto mirava alla formazione e alla sensibilizzazione di tutti gli operatori educativi degli asili nido, fornendo gli strumenti culturali necessari per promuovere la conoscenza di corrette abitudini alimentari all’interno di uno stile di vita mirato a favorire salute e benessere del bambino, nel rispetto delle varie tradizioni culturali.
A Roma, la percentuale di bambini, con almeno un genitore di nazionalità non italiana, che frequentano i nidi comunale superano il 10% con oltre 105 nazionalità rappresentate.
Il confronto tra culture diverse, l’accoglienza e l’inserimento dei bambini con origini non italiane non sono problematiche che riguardano solo la scuola dell’obbligo, ma ancora di più, le prime strutture educative con cui i piccoli vengono a contatto, da 0 a 6 anni.
Negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia i diversi stili educativi sono strettamente legati alle pratiche di cura e toccano l’identità personale dei genitori e degli educatori.
Il nido e la scuola dell’infanzia rappresentano le prime strutture educative con i quali la famiglia con un bambino piccolo entra in contatto.
Per favorire e creare un clima di accoglienza, è di fondamentale importanza lo scambio e la collaborazione che si instaura tra le educatrici e la famiglia, allo scopo di individuare le migliori condizioni per l’inserimento del bimbo e la comprensione dei suoi bisogni in un ambiente diverso da quello della famiglia, a partire proprio dall’alimentazione.
I bambini più degli adulti, infatti, si trovano spesso in una difficile posizione di “ interfaccia”: l’ingresso a scuola rappresenta un delicato passaggio dal mondo interno alla famiglia a quello esterno.
La sfera familiare è impregnata dalla cultura di origine, la scuola da quella del paese di arrivo. Divisi tra due culture, anche a tavola, oltre ad imparare la lingua e la storia del paese ospitante, devono adattare “stomaco e palato” alla nuova alimentazione.
La formazione delle figure professionali presenti nelle strutture educative da 0 a 6 anni, quali coordinatori educativi, insegnanti, educatrici, pediatri, dietiste, cuochi è, dunque, di fondamentale importanza per favorire il percorso di adattamento al nuovo ambiente, anche quello alimentare, nella piena affermazione del significato e del valore dell’infanzia secondo i principi di uguaglianza e pari opportunità, nel rispetto della diversità, dei diritti e della pluralità.
A tutte le fasi del progetto hanno collaborato ricercatori, nutrizionisti, biologi, pediatri, antropologi, sociologi e mediatori linguistico culturali dei paesi più rappresentati in Italia.
Seguendo gli obiettivi prima descritti, è stato realizzato il progetto, ed in particolare:
1. è stato svolto n° 1 seminario di studio introduttivo aperto a tutte le figure professionali impegnate a diverso titolo nei servizi educativi (coordinatori,
educatrici, pediatri, dietisti, cuochi, ecc..) presso la sede del CNR (14 maggio 2007). Esperti qualificati e mediatori linguistico culturali hanno trattato i temi relativi ai rapporti tra alimentazione e migrazione nell’infanzia (il fenomeno migratorio in Italia, le abitudini alimentari, la cura e la percezione della malattia nell’infanzia
nelle diverse culture) e sono stati esposti gli obiettivi e le modalità di attuazione del progetto stesso. Gli argomenti sono stati analizzati sia da un punto di vista
biologico (aspetti nutrizionali, pediatrici e clinici dell’alimentazione infantile) che culturale (aspetti sociologici, antropologici e psicologici dell’infanzia relativamente
al fenomeno migratorio).
Oltre 300 operatori dei servizi educativi hanno partecipato al suddetto seminario.
2. è stato svolto un corso di formazione di 9 ore, suddiviso in tre incontri di 3 ore ciascuno. Ogni incontro era costituito da una parte teorica (2 ore) e una parte
laboratoriale (1 ora). Gli argomenti trattati sono stati i seguenti: la migrazione; bambini stranieri in Italia; aspetti nutrizionali dell’alimentazione del bambino da 0 a 6 anni; alimentazione del bambino nelle varie tradizioni alimentari; le cure materne nelle diverse culture:
“ Alimentazione e Stili di vita nell’Infanzia in un Laboratorio Interculturale (A.S.I.L.I.) ”
“ Le pappe… del mondo”
“ Mille mondi in pediatria”
I partecipanti al corso sono stati circa 300. Ciascun corso è stato ripetuto tre volte per assicurare la partecipazione di tutti gli operatori che ne avevano fatto richiesta:
1° ciclo: 22 e 29 ottobre 2007 e 7 novembre 2007
2° ciclo: 27 marzo, 3 e 10 aprile 2008
3° ciclo: 8, 15 e 22 maggio 2008
3. a tutti i partecipanti al corso di formazione è stato messo a disposizione il materiale didattico, sugli argomenti trattati dai relatori durante il corso stesso.
4. a tutti i partecipanti al corso di formazione e per ogni ciclo di seminari, è stato somministrato un questionario sulle problematiche relative al rapporto con il
bambino immigrato (numero di bambini di nazionalità non italiana, difficoltà di rapporto con la famiglia, soluzioni raggiunte, ipotesi di lavoro). La presentazione
dei risultati del questionario è stata analizzata alla fine di ciascun ciclo di seminari. Ciò ha permesso di approfondire alcune problematiche evidenziate dagli stessi
operatori e di sviluppare, di volta in volta, le tematiche richieste dagli operatori.
L’adesione al progetto è stata molto alta ed apprezzati i contenuti dei seminari. Particolarmente interessanti sono stati i dibattiti e le problematiche emerse al termine
di ogni incontro.
Si è evidenziata la necessità di fornire agli educatori idonei strumenti culturali, indispensabili nel nuovo panorama sociale.

