Diminuisci la dimensione del carattere Aumenta la dimensione del carattere    Ripristina la dimensione del carattere
Bandiera messicana

Nome ufficiale: Estados Unidos Mexicanos
Capitale: Città del Messico
Superficie: 1.964.375 km²
Popolazione (Luglio 2010): 112.468.855
Densità: 55,1 ab./km²
Lingue: Spagnolo puro 92,7%, Spagnolo e lingue indigene 5,7%, solo indigene 0,8%, lingue non specificate 0,8%; nota: - le lingue indigene includono lingue Maya, Nahuatl e altre lingue regionali
Religione (2000): Cristiani cattolici 76,5%, Protestanti 6,3% (Pentecostali 1,4%, Testimoni di Geova 1,1%, altri 3,8%), altro 0,3%, non specificati 13,8%, atei 3,1%
Gruppi etnici: mestizos (Amerindi-Spagnoli) 60%, Amerindi o principalmente Amerindi 30%, bianchi 9%, altro 1%
 
Fasce d’età (2010):
0-14 anni: 29,1%
15-64 anni: 64,6%
65 anni e oltre: 6,2%
 
Età media (2010)
Totale: 26,7 anni
Maschi: 25,6 anni
Femmine: 27,7 anni
 
Indice di crescita della popolazione (2010): 1,118%
Indice di fertilità (2010): 2,31 bambini nati per donna
Tasso di natalità (2010): 19,39 nascite/1.000 persone
Tasso di mortalità (Luglio 2010): 4,83 decessi/1.000 persone 
Urbanizzazione (2008): 77% della popolazione totale
Percentuale d’urbanizzazione  (2005-10): 1,5% in più l’anno
Rapporto migranti/popolazione (2010): -3,38 migranti/1.000 persone

Indice di mortalità infantile (2010):
Totale: 17,84 decessi/1.000 nascite
Maschi: 19,71 decessi/1.000 nascite
Femmine: 15,88 decessi/1.000 nascite
 
Aspettativa di vita alla nascita (2010):
Popolazione totale: 76,26 anni
Maschi: 73,45 anni
Femmine: 79,22 anni

Alfabetizzazione (2005):
Popolazione totale: 86,1%
Maschi: 86,9%
Femmine: 85,3%
 
Percentuale di popolazione adulta affetta da HIV/AIDS (2007): 0,3%
Persone che vivono con l’HIV/AIDS (2007): 200.000
Decessi dovuti ad HIV/AIDS (2007): 11.000

Massico - carta geografica

AMBIENTE
Insufficienza di strutture che eliminano i rischi; migrazione dalla campagna verso le città; risorse d’acqua naturale scarse e inquinate al nord, inaccessibili e di poca qualità al centro e nel sud; acque di scolo gelate e emissari industriali che inquinano i fiumi nelle aree urbane; deforestazione; erosione diffusa; desertificazione; deteriorarsi delle terre agricole; atmosfera e acque inquinate nella capitale e nei centri urbani al confine tra Messico e Stati Uniti; cedimento delle terre nella Valle del Messico causati dall’impoverimento delle falde acquifere
nota: il governo considera la mancanza di acqua pulita e la deforestazione questioni di sicurezza nazionale.

Risorse naturali: petrolio, argento, rame, oro, zinco, piombo, legname
Rischi naturali: Tsunami lungo la costa pacifica, vulcani e terremoti distruttivi al centro e al sud, uragani lungo il Pacifico, il Golfo del Messico e le coste dei Caraibi

ORGANIZZAZIONE DELLO STATO

Forma di governo: Repubblica federale
Indipendenza: 16 Settembre 1810 (dichiarata); 27 Settembre 1821 (riconosciuta dalla Spagna)
Festa Nazionale: Independence Day, 16 Settembre (1810)
Costituzione: 5 Febbraio 1917
 
Sistema legale
Misto della teoria costituzionale statunitense e il sistema di legge civile; accetta la giurisdizione dell’ICJ (Internationale court of Justuice) con riserve.
 
Potere esecutivo
Capo dello Stato: il Presidente è Felipe de Jesus Calderon Hinojosa (dall’1 Dicembre 2006); nota: il presidente è sia capo di stato che capo del governo.
Consiglio dei ministri: designato dal presidente
Elezioni: il presidente eletto dal voto popolare per un mandato unico della durata di sei anni; le ultime elezioni si sono tenute il 2 Luglio 2006 (prossime elezioni 1 luglio 2012).
Risultati: Felipe Calderon eletto presidente con il 35,9%; Andres Manuel Lopez Obrador: 35,3%; Roberto Madrazo: 22,3%; altri: 6,5%
 
Potere legislativo
Il Congresso Nazionale bicamerale, o Congreso de la Union, comprende il Senato, o Camara de Senadores, (128 posti; 96 membri eletti dal voto popolare per un mandato della durata di 6 anni, e 32 posti assegnati a tutti i partiti sulla base del voto popolare) e la Camera dei Deputati, o Camara de Diputados (500 posti; 300 membri sono eletti dal voto popolare; i rimanenti 200 sono assegnati sulla base del voto popolare; il mandato ha una durata di 3 anni).
Elezioni: Senato - l’ultima votazione risale al 2 Luglio 2006; Camera dei Deputati - l’ultima votazione si è tenuta il 5 Luglio 2009;
Risultati elezioni del Senato -  Posti assegnati per partito: PAN (Partido Acción Nacional): 52; PRI (Partido Revolucionario Institucional): 33; PRD (Partido de la Revolucion Democratica): 26; PVEM (Partido Verde Ecologista de México): 6; CD (Convergencia Democratica): 5; PT (Partido del Trabajo): 5; Independenti: 1; Risultati elezioni della Camera dei Deputati - Posti assegnati per partito: PRI: 237; PAN: 143; PRD: 72; PVEM: 21; PT: 13; CD: 6; Altri: 8
 
Potere giuridico
Corte Suprema di Giustizia, o Suprema Corte de Justicia de la Nacion (i giudici o i ministri sono designati dal Presidente con il consenso del Senato).

Messico - Divisione amministrativa

Divisione amministrativa:
31 stati e 1 distretto federale: Aguascalientes, Baja California, Baja California Sur, Campeche, Chiapas, Chihuahua, Coahuila de Zaragoza, Colima, Durango, Guanajuato, Guerrero, Hidalgo, Jalisco, Mexico, Michoacan de Ocampo, Morelos, Nayarit, Nuevo Leon, Oaxaca, Puebla, Queretaro de Arteaga, Quintana Roo, San Luis Potosi, Sinaloa, Sonora, Tabasco, Tamaulipas, Tlaxcala, Veracruz-Llave, Yucatan, Zacatecas e il Distrito Federal.
 
ECONOMIA
La svalutazione del pesos nel 1994 causò una grave crisi economica. Da quel momento lo stato realizzò la più imponente ripresa economica della sua storia protrattasi fino alla crisi finanziaria globale del 2008. Il Messico ha un’economia di libero mercato stimata intorno al trilione di dollari. È all’11° posto fra le più grandi economie del pianeta in termini di prodotto interno lordo. Tuttavia la distribuzione della ricchezza è così diseguale che nel paese convivono indici di sviluppo umano che possono variare fra parametri paragonabili a quelli di nazioni sviluppate come la Germania e altri più vicini a quelli del Burundi. La più grande fonte di reddito rimane il petrolio. Circa il 90% dell’economia messicana è caratterizzato da accordi di libero commercio con più di 50 paesi inclusi Guatemala, Honduras, El Salvador, la European Free Trade Area (EFTA), e Giappone. Il commercio con Stati Uniti e Canada è quasi triplicato dalla realizzazione del North American Free Trade Agreement (NAFTA) nel 1994: quasi il 90% delle esportazioni messicane prendono la strada degli USA e Canada e quasi il 65% delle importazioni provengono da questi due paesi.
Le continue problematiche sociali ed economiche includono bassi salari, sottoccupazione per un largo segmento della popolazione, una non equa distribuzione della ricchezza, e poche possibilità di progresso per la gran parte della popolazione indigena degli stati impoveriti del sud. Nel 2007, durante il suo primo anno in carica, l’amministrazione di Felipe Calderon è stata in grado di far passare riforme fiscali e pensionistiche. Ulteriori misure fiscali sono state attuate nel 2008 e nel 2009. Il governo continua a fronteggiare molte sfide economiche, incluse il miglioramento del sistema educativo, la modernizzazione delle infrastrutture, il rinnovamento delle leggi sul lavoro e il favorire degli investimenti privati nel settore energetico. Il Presidente Calderon ha dichiarato la riduzione della povertà e la creazione di nuovi posti di lavoro quali priorità dell’economia.
 
Valuta: Peso messicano
PIL (2010): 1,56 trilioni di $
PIL Percentuale di crescita reale (2010): 5%
PIL pro capite (2010): 13.800 $
Forza lavoro (2009): 46,99 milioni
 
Forza lavoro suddivisa per settori (2005)
Agricoltura: 13,7%
Industria: 23,4%
Terzo settore: 62,9%
 
Tasso di disoccupazione (2009): 5,6%
Popolazione sotto la linea di povertà (2008): più del 47%
Debito Pubblico (2009): 37,7% del PIL
Tasso d’inflazione (2009): 3,6%
Percentuale di crescita della produzione industriale (2009): 6%
Esportazioni (2010): 303 miliardi di $
Stati partner per l’esportazione (2009): Stati Uniti 80,5%, Canada 3,6%, Germania 1,4%
Importazioni (2010): 306 miliardi di $
Stati partner per l’importazione (2009): Stati Uniti 48%, Cina 13,5%, Giappone 4,8%, Corea del Sud 4,6%, Germania 4,1%
Indice di Sviluppo Umano (2010): 0,750 (56) 
 
INFRASTRUTTURE/TELECOMUNICAZIONI
Linee fisse (2008): 19.425 milioni; Telefoni cellulari (2009): 83.528 milioni; Internet: codice web del paese .mx; Utenti internet (2009): 31,02 milioni
Aeroporti (con strade asfaltate e senza): 1.819 (di cui 250 con strade asfaltate e 1.498 senza); Eliporti (2009): 1; Rete ferroviaria: 17.516 km; Rete stradale: 356.945 km; Acque navigabili (2008): 2.900 km; Porti: 7 (Altamira, Coatzacoalcos, Manzanillo, Morro Redondo, Salina Cruz, Tampico, Veracruz)

Informazione: l’indice di libertà di stampa del Paese è pari a 48,25, corrispondente al 137° posto (su 175) nel rank mondiale di riferimento di Reporters sans frontieres.
 

Confine Messico-Stati Uniti

ALTRE QUESTIONI
Dispute internazionali
Gli Stati Uniti hanno intensificato le misure di sicurezza per monitorare e controllare i trasporti, i prodotti e il passaggio di persone che varcano il confine con il Messico; dall’altra parte, varcano i confini messicani i Guatemaltechi e gli altri abitanti dell’America centrale alla ricerca di lavoro in Messico e negli USA.

Traffico di droga
Il Messico, suo malgrado, è uno dei maggiori produttori di sostanze stupefacenti; la coltivazione di papavero da oppio ha raggiunto nel 2007 i 6.900 ettari con una produzione potenziale di 18 tonnellate di pura eroina o le 50 tonnellate di eroina "black tar", la forma dominante di eroina messicana negli Stati Uniti occidentali; la coltivazione di marijuana è incrementata fino agli 8.900 ettari nel 2007 con un potenziale produttivo di 15.800 tonnellate; il governo conduce il più grande programma di eradicazione delle coltivazioni illecite nel mondo.
È inoltre il principale stato di trasbordo di cocaina dal Sud America verso gli USA, nonostante il 90% delle transizioni annuali di cocaina verso gli USA vengano stoppate dai controlli messicani.

BREVI CENNI DI STORIA
Epoca pre-ispanica e civiltà pre-colombiane
Il passato americio del Messico mostra una grande differenziazione di popoli che negli anni si sono succeduti nel territorio. Dal XII secolo a.C. fino alla conquista spagnola datata 1521, il Messico fu patria di numerose civiltà avanzate: gli Olmechi (1200 a.C.- 500 a.C.); la civiltà di Teotihuacán (100 a.C.-650 d.C.); i Zapotechi (200 d.C.- 700 d.C.); i Maya (200 d.C.-900 d.C.); i Toltechi (1000 d.C.-1200 d.C.); gli Aztechi (1200 d.C.- 1500 d.C.).
La conquista spagnola
Gli spagnoli sbarcarono sulle coste messicane nel 1517 e nell’autunno del 1521, grazie ad un esercito formato principalmente da tlaxcalteca, riuscirono nell’impresa di far cadere l’impero azteco. Dopo due mesi e mezzo d’assedio, Tenochtitlan fu espugnata e, nel giro di un anno, gli spagnoli presero il controllo dell’intero paese procedendo alla successiva sottomissione dei regni indipendenti. I soldati spagnoli furono accompagnati dai missionari che procedettero alla conversione degli indigeni al cattolicesimo. Durante il periodo di dominio, la madrepatria spagnola si arricchì grazie alle attività minerarie, in particolar modo oro e argento, e alle coltivazioni di canna da zucchero e caffè. A livello demografico la popolazione indigena si ridusse dell’80% a causa delle epidemie e dei massacri.
L’indipendenza
Il 16 settembre 1810 il sacerdote Miguel Hidalgo y Costilla, creolo, partì dalla città di Dolores Hidalgo alla guida di un esercito costituito da abitanti del villaggio e da popolazioni indigene. Dal 1811, anno di conquista della città, il movimento di liberazione cominciò a diffondersi fino all’atto di indipendenza firmato il 28 settembre 1821. Il 4 ottobre del 1924 il Messico promulgò la costituzione del nuovo stato.
Guerra messicano-statunitense
Dopo che il Texas, una volta dichiaratosi indipendente, fu annesso agli Stati Uniti, il Messico rivendicò tutto il territorio compreso tra il Rio Grande e il Rio Nueces: scoppiò dunque la guerra con gli Stati Uniti, che durò dal 1846 al 1848. Il conflitto si concluse con la firma del Trattato di Guadalupe Hidalgo, con il riconoscimento da parte del Messico del Rio Grande come confine con il Texas e la perdita, in favore degli USA, di oltre il 40% del proprio territorio.
Rivoluzione messicana e rivolta dei “cristeros”
Con già 25 anni di governo alle spalle (1876-1910), Porfirio Díaz venne rieletto anche nel 1910 ma molte persone, ritenendola un’elezione piena di brogli, si ribellarono. Iniziò la guerra civile messicana, passata alla storia col nome di Rivoluzione messicana. Il conflitto, degenerato fin da subito in un’aspra lotta di potere tra rivoluzionari, si concluse nel 1917, data della nuova costituzione messicana, ma le violenze si protrassero fino al 1930.
Tra il 1926 e il 1929, a seguito della requisizione di molti beni ecclesiastici, la chiusura di molte scuole cattoliche e la soppressione degli ordini religiosi da parte del governo, ci fu la rivolta dei cristiani, che sfociò anche in azioni violente da parte del ramo detto “cristero”. Il governo, dopo aver tentato di reprimere con forza ogni forma di opposizione anche attraverso pubbliche esecuzioni, fu costretto nel 1929, impossibilitato a sedare le numerose rivolte, ad un accordo con la Chiesa cattolica che prevedeva il rispetto alla libertà religiosa.
Il Messico moderno
Nel 1946 prese il potere il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) e governò il paese ininterrottamente fino al 2000, quando vinse Vicente Fox Quesada, candidato del Partito Azione Nazionale (PAN). A lui, nel 2006, è succeduto un altro candidato del PAN, Felipe Calderon. Dal gennaio 2009 e per tutto il 2010 il Messico ha un posto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Fonti
Sito CIA-Factbook: https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/mx.html
Sito UNData: http://data.un.org/CountryProfile.aspx?crName=Mexico