Dignità della persona umana e assistenza infermieristica
Si è tenuto il 27 novembre 2010, presso l’Hotel Villa Carpegna di Roma, il 3° Congresso Nazionale “Dignità della persona umana e assistenza infermieristica” organizzato dal Collegio Ipasvi di Roma in collaborazione con l’AIT (Associazione infermieristica Transculturale), l’Associazione Italiana di Sociologia, l’INMP e l’Associazione medici di origine straniera in Italia. Al convegno hanno partecipato il Prof. Aldo Morrone, Direttore Generale dell’INMP, e Alessandra Sannella, ricercatrice dell’istituto. In allegato alla pagina è consultabile il programma dell’evento.
L’infermiere, nella società complessa, come operatore sanitario in grado di promuovere attivamente la salute, deve farsi latore di questo diritto, al suo massimo livello possibile, in special modo in situazioni assistenziali a rischio come possono essere quelle con i pazienti immigrati, provenienti da minoranze etniche, i pazienti con problemi psichici, i tossicodipendenti, gli alcolisti, gli emarginati sociali; pazienti, quindi, che per lo stigma sociale associato alla loro patologia, hanno un grande rischio di non poter fruire di livelli accettabili di assistenza. In pratica, l’infermiere della società complessa deve possedere quelle qualità morali ed etiche nell’assunzione dell’impegno civile e sociale per assicurare la massima assistenza infermieristica soprattutto nelle situazioni a rischio.
Tale priorità etico-morale è affermata chiaramente dal documento che costituisce la base di riferimento della nostra professione: il codice deontologico. Seguendo i principi etico morali che sottintendono la sua nobile professione, l’infermiere deve partecipare e conoscere profondamente le strategie per promuovere la centralità dei valori della persona. I valori fondamentali dell’uomo devono essere enfatizzati fortemente dall’infermiere della modernità radicale, attraverso l’educazione sanitaria, per contribuire in maniera significativa alla riduzione delle iniquità rispetto alla salute, per garantire i diritti umani e per costruire il capitale sociale. L’infermiere della società del post-it deve interiorizzare profondamente il suo ruolo professionale mettendo al centro del suo agire la persona.

