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Le nuove sfide della meningite per la salute pubblica: l'impatto del federalismo vaccinale e dell'immigrazione

Roma, 28 aprile 2010

Le nuove sfide della meningite per la salute pubblica: l'impatto del federalismo vaccinale e dell'immigrazione

In occasione del World Meningitis Day 2010, si è tenuto Mercoledì 28 Aprile, presso la Biblioteca del Senato "Giovanni Spadolini", il convegno "Le nuove sfide della meningite per la salute pubblica: l'impatto del federalismo vaccinale e dell'immigrazione". Al convegno, promosso dall'Osservatorio Sanità e salute e patrocinato dal Senato della Repubblica e dall’Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla promozione, hanno partecipato: autorità della politica italiana come il Sen. Daniele Bosone (Vice Presidente XII Commissione Igiene e Sanità del Senato), l’On. Oreste Rossi (Europarlamentare Lega Nord), la Dott.ssa Maria Grazia Pompa (Direttore dell’Ufficio malattie infettive e profilassi internazionale del Ministero della Salute); e molti esperti della sanità mondiale come ad esempio il Prof. Giovanni Rezza (Direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’I.S.S.), la Dott.ssa Mariagrazia Pizza della Novartis Vaccines and Diagnostics e il Prof. Aldo Morrone, Direttore Generale dell'INMP, che hanno all’interno della sessione dedicata all’impatto sociale della meningite e i fenomeni migratori.

In allegato alla pagina è consultabile il programma completo della giornata.

Il Convegno è stato il momento per fare il punto sui rischi della Meningite, e per esprimere un impegno corale da parte di Istituzioni e Comunità Scientifica nella lotta contro questa patologia.

La Meningite è diffusa a livello globale e ha effetti devastanti sulla salute di adulti e bambini. L’incidenza annuale, nel mondo, della malattia meningococcica è pari a 1-2 casi per 100.000 abitanti. L’impatto della malattia è significativo anche per l’Italia. Nel nostro paese ogni anno si registrano 900 casi di Meningite, con un incidenza di mortalità nel 14% dei casi. In caso di sopravvivenza si calcola che il 10 -15% delle persone colpite rimane afflitto da disabilità permanenti.
L’eradicazione della Meningite è quindi uno degli obiettivi primari per la tutela della salute pubblica, oggi ancora di più alla luce dei mutamenti dello scenario sociale. Uno degli effetti della globalizzazione, e della caduta delle frontiere unitamente ai movimenti migratori, è stato l’aumento in Italia di ceppi cosiddetti “emergenti” della meningite meningococcica, come nel caso del ceppo A diffuso negli Stati Uniti, o del ceppo Y e W135 presenti prevalentemente nel continente africano. Ciò, insieme alla diffusione in Italia dei ceppi B e C, impone l’urgenza di individuare modalità e strumenti idonei a tutelare la salute delle persone rendendole invulnerabili alla malattia e al suo proliferare. La vaccinazione è lo strumento di prevenzione più efficace e i vaccini sono una risorsa fondamentale perché garantiscono l’immunizzazione ad ampie fasce di popolazione.

In Italia attualmente non esiste una politica uniforme di difesa vaccinale. Ciò mina l’efficacia di ogni piano di accesso al presidio preventivo da parte delle persone e ostacola l’adozione delle corrette politiche di prevenzione primaria. L’obiettivo del Convegno pertanto era di favorire l’impegno di Istituzioni e Comunità Scientifica a sostenere la sensibilizzazione dei rischi della meningite e la promozione di politiche di prevenzione appropriate, idonee a favorire l’eradicazione della Meningite. A tal proposito tutti i partecipanti, a coronamento del convegno, hanno firmato la Carta per l’impegno italiano contro la meningite meningococcica.