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Festival della Scienza 2010

Festival della Scienza 2010

Si è tenuto a Genova dal 29 ottobre al 7 novembre il Festival della Scienza 2010. Gli eventi del Festival della Scienza sono organizzati in sei orizzonti tematici. Sezioni speciali sono dedicate agli eventi dedicati alla Biennale del Mediterraneo, ai grandi “contenitori” del Festival e al Festival in Liguria.

Alla giornata del 3 novembre ha preso parte anche il Prof. Aldo Morrone, Direttore Generale dell’INMP, con una lectio magistralis dal titolo “Curare o prendersi cura? - Spunti per una riflessione etica su salute, culture e migrazioni”. L'esperienza clinica quotidiana dimostra come tutte le figure coinvolte nella relazione terapeutica contribuiscano, nella diversità delle loro funzioni, all'accoglienza, alla comprensione, alla visita e alla cura del paziente. Inoltre, la relazione terapeutica non è uno scambio univoco, bensì costituisce un momento di arricchimento e confronto, che vive della comprensione e del rispetto delle diversità culturali e religiose di ognuno. Sta in questo atteggiamento volto al dovuto rispetto della persona umana l'essenza della distinzione fra curare e prendersi cura del paziente. L'approccio multidisciplinare offerto dall'Istituto Nazionale per la Salute, i Migranti e la Povertà dell’Ospedale San Gallicano di Roma, che coinvolge medici, antropologi e mediatori culturali, attraversa le diverse visioni del mondo e le molteplici percezioni della salute e della malattia, in un passaggio che arricchisce e "contamina" tutti gli attori coinvolti.

Presentazione del Festival
La parola chiave del Festival della Scienza 2010 è Orizzonti, la linea verso la quale ci avviciniamo indefinitamente, che attrae il nostro sguardo e che ogni volta si allontana prima di essere afferrata. Per la scienza è metafora ideale della spinta verso il nuovo, verso l’ignoto, verso l’inedito. È segno della curiosità che in ogni appuntamento del nostro Festival vogliamo scoprire in noi stessi e condividere con tutti i partecipanti.
L’orizzonte sembra anche voler separare il cielo, là in lontananza, dalla terra e dal mare. Può rappresentare un piano fisico e un atteggiamento mentale, un modo di pensare, un raggio d’azione, una prospettiva, una direzione di indagine. È un campo che delimita le possibilità e al contempo ci stimola a superarle. Proprio come hanno sempre cercato di fare le menti insaziabili degli scienziati.
L’orizzonte è figura dell’immaginario che travalica le culture, è colonna d’Ercole, siepe che prelude all’infinito. Ma è anche metafora pertinente di scoperte scientifiche e tecnologiche appassionanti: è il limite estremo di ciò che possiamo osservare nell’universo con gli strumenti terrestri; è l’“orizzonte degli eventi” oltre il quale materia ed energia non possono più sfuggire al buco nero; negli aeroplani è l’indicatore di assetto che orienta il volo in assenza di visibilità.
La parola chiave sarà esplorata anche quest’anno attraverso differenti percorsi interni al programma. Così le conferenze e i dialoghi con i protagonisti della ricerca mondiale, le mostre, gli spettacoli, i laboratori e le esperienze interattive toccheranno gli orizzonti della mente, gli orizzonti della vita, gli orizzonti della materia, gli orizzonti del cosmo, gli orizzonti delle nuove tecnologie e delle forme di comunicazione. E come sempre saranno i visitatori a realizzare davvero il Festival e ad ampliarne… gli orizzonti.

"Ampliate i vostri orizzonti, c'è sempre così tanto da imparare"
Martin Scorsese
Per maggiori informazioni vai sul sito http://www.festivalscienza.it/site/Home.html