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Gli obiettivi e la mission

Il Decreto Legge n. 158/2012 (Art. 14, comma 3), che ha stabilizzato l’Istituto, identifica l’INMP quale centro di riferimento della rete nazionale per le problematiche di assistenza in campo socio-sanitario legate alle popolazioni migranti e alla povertà, e Centro nazionale per la mediazione transculturale in campo sanitario.
Mission dell’Istituto è fronteggiare, all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, le sfide sanitarie relative alle popolazioni più vulnerabili, attraverso un approccio transculturale, olistico e orientato alla persona, investendo sulla ricerca e sull’innovazione.
Oltre a erogare prestazioni sanitarie a beneficio dei cittadini, con particolare riferimento alle fasce più svantaggiate della popolazione italiana e straniera, l’INMP svolge anche attività di ricerca e di formazione sulle tematiche della migrazione e della salute globale, coinvolgendo le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. Sempre in sinergia con le realtà locali, l’Istituto concorre alla composizione del quadro conoscitivo per la definizione delle politiche pubbliche in sanità, volte a rispondere ai bisogni di salute delle popolazioni fragili, nell’ottica della riduzione complessiva degli oneri a carico del SSN.
L’obiettivo strategico è, dunque, validare e promuovere modelli d’intervento in grado di assicurare il diritto alle salute anche alle fasce più svantaggiate della popolazione italiana e straniera, attraverso un approccio transculturale e orientato alla persona che si fondi anche sulla presenza di figure chiave, non attualmente previste dal SSN, quali il mediatore transculturale esperto in ambito sanitario e l’antropologo.
L’INMP pianifica, dunque, la propria attività al fine di:
1. assicurare l’erogazione delle prestazioni assistenziali socio-sanitarie in favore delle popolazioni cui l’INMP si rivolge in campo medico-specialistico, psicologico, antropologico e della mediazione transculturale;
2. svolgere attività di ricerca sui modelli e sui percorsi assistenziali di presa in carico del paziente;
3. svolgere attività di formazione, anche ECM, erogata - in modalità residenziale o a distanza (FAD) - a beneficio del personale socio-sanitario delle strutture appartenenti al SSN, così come corsi di formazione dei formatori dedicati ai referenti regionali sulla medicina delle migrazioni e sulla transculturalità nell’approccio al paziente;
4. costruire una rete nazionale sempre più capillare per la gestione delle problematiche di assistenza in campo socio-sanitario legate alle popolazioni migranti e alla povertà, in collaborazione con le Regioni e le Province autonome.