Diminuisci la dimensione del carattere Aumenta la dimensione del carattere    Ripristina la dimensione del carattere

Rebibbia femminile, vita dietro le sbarre "Ma la voglia di riscatto c'è e si vede"

Su Repubblica.it articolo sul progetto "Carcere senza barriere"

La Repubblica.it

L'investimento nella formazione professionale. Il corso per badanti e la detenuta scrittrice. Ma resta il nodo delle recluse-mamme che tengono bambini o bambine al di sotto dei 6 anni in cella con loro. La protesta delle associazioni contro un disegno di legge restrittivo approvato al Senato

di LUCA ATTANASIO

ROMA - Rebibbia Femminile è il penitenziario per donne più grande d'Italia. Delle 3.000 detenute sparse sul territorio nazionale, 380 sono ospitate in questa struttura della periferia nord-est di Roma. Il 53% di esse (203), sono straniere, 30 dal nord e dal centro Africa, 145 dall'Europa dell'Est, 20 dal centro e sud America, 8 dall'Asia. Nei restanti penitenziari italiani dei 67.615 detenuti, gli stranieri (metà dei quali è in attesa di giudizio), sono circa il 38%. Sono percentuali sproporzionatamente alte. A guardare l'Italia dal carcere, infatti, circa 4 cittadini su 10 sarebbero stranieri. Gli immigrati presenti sul territorio nazionale, invece, tra regolari e irregolari, sono meno del 9%.
Gli investimenti sulla formazione. La direzione di Rebibbia Femminile, tra tagli continui e successive enormi difficoltà - 168 unità di Polizia Penitenziaria invece delle previste 234, 5 educatori invece di almeno il doppio - continua a investire sulla formazione e su corsi di avviamento professionale dalle connotazioni più varie. L'ultimo in ordine di tempo è quello iniziato a febbraio in collaborazione con l'Istituto Nazionale Malattie della Povertà (INMP) - San Gallicano - di Roma. "Progettare un corso di formazione - spiega la vice-direttrice Ida Del Grosso -, significa immaginare prospettive di lavoro per le detenute una volta fuori di qui. Per il corso attualmente in svolgimento che coinvolge 50 donne divise in tre gruppi di 16/17 alunne, abbiamo pensato alla professione al momento più richiesta in Italia".

Leggi l'articolo completo