L’etnico fa bene? Sul mensile “Come stai” intervista alla Dott.ssa Paola Scardella
Sushi, salsa di soia, cous cous, tortillas…I cibi dal mondo oggi sono tanto di moda non solo tra i vip.
Dall’articolo
I ristoranti etnici sono entrati a pieno titolo nelle abitudini alimentari degli italiani e infatti le statistiche dicono che il 30 per cento della popolazione li apprezza due o tre volte l’anno e un 19 per cento li sceglie ben una volta al mese. Le cucine giapponese e indiana sono le più gettonate perché molto di moda, quella cinese e nordafricana hanno una tradizione più antica, legata principalmente ai flussi migratori, mentre quella messicana ha preso piede soprattutto grazie ai canali del commercio equo solidale e della grande distribuzione che offrono varie prelibatezze anche già pronte.
UN ARRICCHIEMENTO NUTRIZIONALE E CULTURALE
Ma chi sono i maggiori fruitori di sushi, involtini primavera, cous cous o tortillas? Nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni, i consumatori abituali ammontano al 64 per cento, mentre tra i 35 e i 54 anni la percentuale si abbassa al 47 per cento, per stabilizzarsi al 45 per cento nella fascia degli over 54. “Oggi si gusta un kebab con la stessa naturalezza con cui un tempo si andava a mangiare la pizza. Questo è un arricchimento nutrizionale ma anche culturale, in quanto il cibo è veicolo di conoscenza di altre culture e in termini psicologici, segno di apertura mentale, che è bene trasmettere anche ai bambini” esordisce la professoressa Paola Scardella, responsabile dell’Unità operativa complessa di promozione della salute nutrizionale presso l’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà. (...)
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