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Due o tre cose su di me

Presentazione del nuvo libro di Peppe Mariani - 12 febbraio 2010

Due o tre cose su di me - locandina

Venerdì 12 Febbraio alle ore 18,00, presso la LIBRERIA ARION in Via Cavour 255 di Roma, Peppe Mariani (Presidente Commissione Permanente - Lavoro Pari Opportunità - Politiche Giovanili e Politiche Sociali della Regione Lazio) presenta il libro "Due o tre cose su di me - Breve racconto di cinque anni al Consiglio Regionale vissuti tra impegno, emergenze e proposte", un diario di cinque anni di esperienza politica dentro la Regione Lazio: dal percorso che ha portato al Reddito Minimo Garantito, alla lotta alla precarietà, alle battaglie per la sanità e il diritto alla cura.

Saranno presenti, oltre all'autore: Aldo Morrone, Direttore Generale dell'Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e il contrasto delle malattie della Povertà-INMP; Fabio Croce, editore del libro; Maria Borgese, attrice, che leggerà alcuni passi del libro.

Al termine della presentazione è previsto un rinfresco.

Dalla Prefazione del libro, scritta dal Prof. Aldo Morrone:

"Oggi è sempre più arduo intraprendere il cammino della politica senza rimanerne vittime, senza essere schiacciati dagli inesorabili meccanismi di potere e coinvolti nelle sue infide trame ed esibite manifestazioni. Proprio questo rischio ha condotto negli ultimi decenni un numero sempre più numeroso di persone ad allontanarsi dall’impegno che richiede il mettersi in gioco, a lasciare che siano altri a decidere questioni anche di grande rilievo per la vita dei singoli cittadini.

Certamente è più comodo, sprofondati nei nostri accoglienti divani, seguire le vocianti dispute alla televisione, scorrere acriticamente il quotidiano mare di notizie sui giornali, e liquidare ciò che accade, fino alle più evidenti ingiustizie, come fatti ineluttabili, ingovernabili, assuefatti all’idea che nulla possa davvero cambiare, e che in fondo nessuno abbia una reale possibilità di intervento.

Peppe Mariani invece non si è lasciato sopraffare da questo pericoloso fatalismo, non ha rinunciato a una propria visione della cosa pubblica e dell’impegno personale, e ha deciso di dare spazio e voce ai propri sogni, riuscendo a rappresentare oggi uno dei sempre più rari esempi positivi di persona che vive l’impegno civile come una autentica passione. Senza rimanere imprigionato nell’utopia, e mosso da un profondo anelito di giustizia ma anche da un lucido senso di concretezza, ha interpretato e interpreta la politica come privilegiato strumento di crescita della società nella convinzione che, come ci ricorda ancora oggi Luigi Di Liegro, “non si può amare a distanza, restando fuori dalla mischia, senza sporcarsi le mani, ma soprattutto non si può amare senza condividere”.